di Alice Morosini

20 novembre. Quanti sanno dell’importanza di questa giornata? Forse pochi, eppure questa data è fondamentale per il nostro futuro, ovvero i bambini di tutto il mondo: sì, perché senza di loro non potrebbe mai esserci un domani. Se la pensate così, segnate in agenda questa data: il prossimo 20 novembre, infatti, sarà la 27ª Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Ma perché proprio questo giorno? Il 20 novembre 1989 venne adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: si tratta del trattato internazionale che ha subito l’iter più veloce dalla sua approvazione alla sua entrata in vigore e che è ha il consenso mondiale più grande. La CRC (Convention on the Rights of the Child), infatti, è la convenzione con il maggior numero di Stati parte (196): un unico Stato al mondo non l’ha ancora ratificata, gli Stati Uniti. Il principale ostacolo sembrerebbe essere il divieto di ergastolo senza condizionale e di pena di morte per i minori, previsto dall’art. 37 della CRC: sebbene la Corte Suprema USA abbia più volte espresso la necessità di abolire queste punizioni nei confronti dei minori (Miller vs. Alabama, 2012), nessun passo avanti è stato fatto.

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I principi fondamentali della Convenzione sono quelli di non discriminazione (art. 2), dell’interesse superiore del bambino (art. 3), del diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo (art. 6) e della libertà d’opinione del minore (art. 12).

Il Rapporto UNICEF del 2014, “25 anni di progressi per l’infanzia e l’adolescenza” mostra i progressi fatti, ma rivela anche che nel mondo vi sono ancora 17.000 bambini che muoiono ogni giorno per cause che si potrebbero prevenire, che il 20% non riceve regolari vaccinazioni e che circa 168 milioni sono ancora costretti a lavorare. Dati più recenti confermano questa tendenza e se si pensa che queste siano cifre importanti, ma che in fondo non ci riguardino molto da vicino, bisognerà ricredersi perché l’Italia ha tristemente guadagnato il 32° posto, su 35 Paesi dell’UE e dell’area OCSE, nella graduatoria stilata dal Centro di Ricerca Innocenti (IRC) dell’UNICEF contenuta nel report “Equità per i bambini. Una classifica della disuguaglianza nel benessere dei bambini nei paesi ricchi”, dello scorso aprile. Il posizionamento peggiore è stato nel divario reddituale (35ª su 41 Paesi considerati), con il 17,7% dei bambini italiani che vivono sotto la soglia di povertà.

Si tratta di dati allarmanti e bisogna prenderne consapevolezza: saranno numerose le occasioni dove poterlo fare e dove poter approfondire questo tema. Tra le principali, venerdì 18 novembre, il Comitato UNICEF di Milano, insieme con ArciRagazzi, organizza la 17ª Marcia per i Diritti, una sfilata che partirà alle ore 9:30 dai Giardini di Porta Venezia e si concluderà in Piazza S. Fedele: un momento per riflettere sui diritti degli under 18, insieme alle autorità, ma soprattutto in compagnia dei bambini delle scuole di Milano e provincia.

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Il 20 novembre, poi, anche la manifestazione Bookcity Milano ricorderà l’anniversario della Convenzione in alcuni incontri:

  • presso il MUDEC:
    • ore 10:30 “Lo straordinario viaggio di Nujeen. Dalla Siria alla Germania in sedia a rotelle per fuggire dalla guerra” con Christina Lamb, Paola Ronchi, Chiara Scaglioni, Annarita Briganti, Filippo Del Corno.
    • ore 14:30 “Il mare davanti. L’odissea di Ziggy dall’Eritrea all’Italia” con Erminia dell’Oro e Tsegehans Weldeslassie.
  • presso BASE Milano:
    • ore 11 “Quel che finisce bene. Storie di bambini intorno al mondo” con Roberto Piumini, con un intervento di un rappresentante dell’UNICEF Italia.
    • ore 12:30 “Che cos’è il superiore interesse del minore?” con Eliana Di Caro, Roberta Guaineri, Marina Tavassi, Elisabetta Lamarque.
  • presso il MUBA: ore 15 “Iqbal – Il sogno di un bambino schiavo” di Bimba Landmann e Chiara Lossani.
  • presso il MaMu Magazzino Musica: ore 16 “E non hai visto ancora niente”, “La materia dell’acciaio e dei sogni” di Emanuela Nava.

Crediti:

  • immagine di copertina, pixabay (link)
  • immagini interne: UNICEF.