La musica di Chopin può sembrare ad un orecchio inesperto come indecifrabile, artificiosa, arcana. In realtà le sue composizioni sono più semplici di quanto si pensi, a patto di scorgerne i dettagli in maniera attenta.

Chopin compose quattro ballate per pianoforte, di cui la più famosa è senza dubbio la prima, la Ballata in sol minore, utilizzata come colonna sonora di vari film o, ancora, nella scena più celebre del film Il pianista di Roman Polanski.

Già dal titolo si può intuire quale sia la natura ideale del brano, pensato proprio per imitare le ballate medioevali, tuttavia il suo significato in realtà è molto più profondo; Chopin stesso cita come fonte di ispirazione per la sua composizione il poeta Adam Mickiewicz.

Le sensazioni di chi ascolta questo brano sono molteplici: chi si immagina una storia di amanti che nel presto con fuoco finale non promette una buona conclusione, chi invece vede un brano impregnato di un continuo vuoto esistenziale, colmato solo in parte da momenti di pausa presenti nel brano.

La ballata, della durata di 9 minuti circa, può essere divisa idealmente in quattro sezioni. La prima parte presenta, dopo una breve introduzione imperiosa giocata su una scala ascendente (cioè che va dall’alto verso il basso), il leitmotiv che sarà ripreso altre volte nel corso del brano, che presenta una caratterizzazione che imita un vero e proprio motivo di lamento. La seconda parte, dopo l’agitazione iniziale, si presenta come una serie di arpeggi molto dolci e con note molto distanziate tra loro in termini di registro – parte molto dolce che si discosta dai secondi precedenti di grande calore musicale – ; preludio, questo, a quella che sarà la prima e grande esplosione del brano: nella terza parte infatti, dopo la ripresa del motivo principale del lamento, la ballata esplode in maniera improvvisa e agitata nei suoi accordi vivi, per poi proseguire in un giochicchiare incessante di note e giochi virtuosistici leggeri, briosi e frizzanti.  Questa parte si presenta infatti molto differente dalle parti precedenti e risulta chiaro il carattere lezioso e vivace del registro. Verso la quarta ed ultima parte però si torna, per la terza volta nel corso del brano, al solito motivo di lamento, che stavolta promette di essere definitivo: siamo nella coda, nel presto con fuoco che nella sua drammaticità si conclude con una rovinosa caduta verso il basso, rappresentata da una scala discendente velocissima.

La parte finale è poi un tocco di classe dello stesso Chopin che, volendo forse non finire mai di narrare la sua storia musicale, compone una conclusione che non finisce, continuamente ripresa e poi fermata, e di nuovo nervosamente ripresa e poi fermata ancora; per poi essere fatta morire definitivamente attraverso due accordi in forte.

La prima ballata in sol minore rappresenta uno dei brani più eseguiti e classici del repertorio pianistico Chopiniano, un brano difficilmente non eseguito da tutti i più grandi pianisti.

Per chi fosse curioso di ascoltare il brano, propongo la versione della ballata di Krystian Zimerman, considerato uno dei migliori interpreti delle ballate di Chopin; per capire un minimo più a fondo una musica che non può essere compresa solo da una critica musicale personale ed inoltre limitatissima (si potrebbe parlare per ore di questo capolavoro, essendo gli accorgimenti di Chopin molto originali), lascio scritta la suddivisione delle parti in termini di minuti del video.

Introduzione: [oo.oo – 00.30]

Prima parte: Leitmotiv (motivo principale) [00.39 – 02.09]

Prima parte (prima agitazione): [02.09 – 03.10]

Seconda parte: [03.10 – 04.11]

Seconda parte: Leimotiv (ripresa): [04.12 – 04.39]

Terza parte (prima grande esplosione): [04.39 – 05.14]

Terza parte (giochicchiare virtuosistico): [05.14 – 07.06]

Terza Parte: Leitmotiv (ultima ripresa): [07.06 – 07.48]

Quarta parte, esplosione finale (presto con fuoco): [07.48 – 08.29]

Fine infinita: [08.29 – fine]