Non importa la lunghezza, lo spessore del libro. Alle volte basta poco per sorprendere, attrarre, incuriosire, e questa raccolta ne è capace.

“Il bar sotto il mare” è un insieme di racconti brevi ma incisivi, ognuno con un proprio significato ed una diversa morale. Scritto da Stefano Benni, esce per la prima volta nel 1987.

Ambientato in un bar sottomarino, inizia narrando di un uomo che vaga per il porto di Brigantes (luogo immaginario), che incontra un individuo che lo incuriosisce, soprattutto per l’aspetto e la gardenia che porta all’occhiello. Questo ad un tratto scende le scale che portano al mare e scompare, come immerso nell’acqua, e l’uomo incuriosito lo segue. Si ritroverà così nel bar stesso, luogo fantastico, dove incontrerà plurimi personaggi con storie diverse da raccontare.

Sono ventiquattro racconti, ognuno narrato da persone diverse. Dal nano, che mentre sta pescando incontra un marziano di nome Kraputnyk, proveniente dal desolato pianeta Becoda e sceso sulla terra per amore, dato che vuole comprare un regalo alla sua amata Lukz, alla signorina col cappello, che racconta del proprio amore con un giornalista filogovernativo, Giampiero, oggettivamente opposto alla sua persona ma follemente innamorato di lei (a dimostrazione del fatto che l’amore può raggiungere l’irragiungibile). Troviamo anche una sirena, che racconta le proprie avventure, ed un barista, che narra la storia di due simpatici vecchietti che desiderano attraversare la strada ma ci provano in tutti i modi senza riuscirci, e molti altri personaggi ognuno con qualcosa da raccontare.

La magia sta nella fantasia dei narratori che si tramuta in dolce e leggera morale; apparentemente niente ha senso, ma proprio per questo ognuno può interpretare i singoli racconti come meglio crede e vuole, magari a seconda del proprio vissuto o di ciò che ha dentro.

Il libro si concluderà con il racconto dell’Ospite, il personaggio citato all’inizio che ha seguito l’individuo curioso ed è capitato nel bar sottomarino. Tutti adesso, avendo raccontato la propria storia, esigono che egli faccia lo stesso.

Un luogo dove tutti vorremmo capitare e, grazie al libro stesso, riusciamo a visitare. Una lettura non esageratamente impegnativa, ma non per questo poco interessante o utile. Uno di quei classici libri capaci di regalare qualcosa di personale al lettore, lasciare libero arbitrio alla coscienza ed alla fantasia di ognuno di noi, così da permetterci conclusioni ed interpretazioni personali soggettive e costruttive.

Consigliato perché non richiede un’infinità di tempo a disposizione; durante la vita di tutti i giorni, per fare una pausa o distogliersi dalle preoccupazioni quotidiane questo libro è perfetto, può fare al caso vostro; quindi, vietato perderselo.

 

FONTI:

testo: conoscenze personali e qualche dato su Wikipedia

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