Di Andrea Ancarani

Economia, mercato ed etica spesso non vanno molto d’accordo. Soprattutto oggi, con fenomeni come la disoccupazione di massa, lo sfruttamento del lavoro e delle risorse ambientali, lo scollamento tra economia e mercato da una parte, ed etica umana dall’altra, sembra ormai non più componibile. Il mercato, da entità salvifica capace di vincere lo scontro con le economie pianificate e di generare enormi ricchezze, oggi viene ormai più avvertito come un’entità sovrannaturale e inconsistente, non subordinato a nessuna etica al di fuori della logica del puro scambio, e capace di interferire nelle nostre vite senza potervi esercitare nessun controllo.

Più etica nel mercato“, è un libro scritto da Paolo del Debbio e disponibile nelle librerie dal 27 ottobre (editore Marsilio). E’ un libro che si occupa di indagare la relazione che sembra smarrita tra etica e mercato. Dico “sembra” perchè anche il mercato ha un’etica; come lo scambio e l’individualismo, per esempio. Tuttavia ciò che viene chiesto a gran voce e che trova espressione in questo testo, è la necessità di trovare un equilibrio tra etica del mercato ed etica umana. Ovvero il voler indagare quel rapporto che oggi sembra sbilanciato che vede da una parte la sfera dei diritti dell’uomo, e dall’altra la logica del mercato. In un periodo storico caratterizzato da forti instabilità, grandi dilemmi e problematiche come la disoccupazione di massa, la “stagnazione secolare”, la crescente disuguaglianza del Debbio afferma che “si sia concessa troppa fiducia al mercato” e quindi alle sue “presunte capacità di autoregolamentazione” e che gli siano state attribuite “ipotetiche virtù taumaturgiche in ordine al complessivo sviluppo dell’umanità” (da: Il Corriere Della Sera, 26/10/2016).

Se i difetti del mercato sono da un lato evidenti, bisogna d’altra parte evitare di cadere in facili sillogismi non sempre ovvi per cui “il mercato crea la disuguaglianza, il mercato è ingiusto” (ibidem). Infatti, il mercato e ancora di più l’etica del mercato hanno anche permesso la crescita e il benessere economico, sempre più a rischio, di cui siamo partecipi oggi. Se è quindi vero che molte cose non funzionano e necessitano di una revisione, non bisogna dimenticare che esso, come ogni istituto umano, è fatto anche dai gesti quotidiani di ognuno di noi: dalla casalinga di Voghera che compra il latte la mattina, alla grande multinazionale. Quindi, prima di portare avanti una caccia alle streghe insensata, dovremmo chiederci cosa sia cambiato nella nostra sfera dei valori, e che fine abbiano fatto i diritti umani fondamentali nel mondo odierno, oltre a tornare a leggere e comprendere le costituzioni degli stati ( A proposito: Sapevate che la Costituzione degli Stati Uniti è l’unica costituzione al mondo che sancisce il “diritto alla felicità”?).

Il libro di del Debbio sicuramente mette sulla buona strada il lettore e il cittadino aiutandolo a vincere quella che rischia di essere solo un’opera di distrazione di massa.