Dalla Nigeria al Deserto del Sahara. Da Boko Haram alla morte. Dalla Libia al Mar Mediterraneo. Dall’ISIS alle onde. Da Lampedusa a Ventimiglia.  Dai centri di accoglienza alla fuga nascosti in un camion. 6000 km di sofferenza e  morte. 6000 km di sogni e speranze. Solo altri 1500 km. Poi Londra. Ma ora la Francia. Ora il piccolo e sgangherato furgone azzurro di Cedric Herrou. Questo è il nome dell’uomo a cui si sono affidati centinaia di migranti negli ultimi mesi. Questo il nome dell’uomo che li ha fatti entrare in Francia. Questo il nome dell’uomo che si è fatto arrestare per loro.

Cedric Herrou non è però un trafficante di uomini, ma un semplice, almeno apparentemente, agricoltore di circa quarant’anni, che vive sulle Alpi francesi al confine con l’Italia e vicino alla Costa Azzurra. La sua storia, emersa chiaramente ad agosto dopo il suo arresto, ha però molto di più da raccontare di una vita passata tra i campi. Il trentasettenne è infatti il leader di un organizzazione che sta operando al confine tra Italia e Francia per trasportare illegalmente i migranti nel paese transalpino e aiutarli così nel loro viaggio verso il Regno Unito o la Germania senza chiedere nulla in cambio.

Herrou ogni giorno raggiunge un campo profughi allestito dalle autorità dove vi sono uomini, donne e bambini. Una volta caricati sul furgone percorre di nuovo tornati, salite e discese verso casa e qui gli ospita in alcuni camper nascosti tra gli ulivi dove i migranti possono trovare pace per qualche giorno, fino a quando il viaggio della speranza ricomincia e il compito di Cedric e dei suoi collaboratori si fa più difficile. I migranti devono essere infatti caricati su dei treni, ma le stazioni sono spesso sorvegliate dalla polizia e a volte i macchinisti non permettono ai migranti di salire come spiega lo stesso Herrou, “Alcuni giorni ci permettono di farlo, altri no.” Ed e proprio in uno di questi giorni che il francese è stato arrestato, dopo anche le segnalazioni di alcuni cittadini. Tuttavia una volta in tribunale è stato dichiarato innocente perché, come ha facilmente dimostrato l’avvocato, il reato è stato commesso solo per scopi umanitari.

In ogni caso le segnalazioni e le accuse degli altri cittadini fanno riflettere. Se per alcuni infatti Herrou può essere visto come un eroe, per altri non è diverso da un comune criminale. Anche se forse le immagini della polizia che raduna e trasporta gli immigrati nei campi ci possono ricordare altri rastrellamenti e altri campi. E Cedric Herrou può ricordarci altri uomini come Giorgio Perlasca, Odoardo Focherini, Pierre-Marie Benoit o Oskar Schindler. E così possono le sue parole: “Sono persone senza nessuna protezione. Non vedo come possiamo essere indifferenti.”

Fonti e immagini: The New York Times, Pierre Terdjman