Devo ammettere che sono molto carine le frasi che da un po’ di tempo a questa circolano sul web: frasi tratte dai romanzi, da autori leggendari, da testi di canzoni, da film, o da personaggi meno noti che si fingono poeti del nuovo secolo ma che acchiappano molti consensi –e molti like-.

Piacciono a tutti un bel po’: spiritose, sarcastiche, dirette, a volte un pò tristi ma che riscuotono parecchio successo nel mondo dei social network.

Le mettiamo come immagine di profilo, di copertina, le inviamo ad amici e a volte (in casi estremi) le usiamo per comunicare un messaggio subliminare.

Tra tutte queste però ce n’è una che non gode della mia stima (e sti cavoli penserete voi).

Mi fa venire la pelle d’oca dall’ovvietà, mi fa innervosire, e la trovo ripugnante.

Recita pressappoco così: “Il silenzio è la miglior risposta, è eleganza e bla bla bla”

Posso dirlo? Dai, concedetemi una parolaccia! “Minchiate

Ma che noia di una noia doppiamente noia.

silenzio2

Il silenzio fa innanzitutto rumore ed è uno strumento che, per i miei parametri di accettazione e valutazione, concepisco solo di fronte ad avvenimenti tragici o all’ignoranza sovrana.

In tutti gli altri casi è un mezzo, un nascondiglio vero e proprio, per non esporsi  e per lasciare che siano gli altri a farlo per te.

Mi riferisco ad avvenimenti quotidiani, al chiacchiericcio, ai sentimenti, all’educazione che riceviamo ed impartiamo.

Non credo si faccia una bella figura a stare zitti. E l’eleganza non fa di certo rima con silenzio.

Corriamo il rischio di non essere accettati. Corriamo il rischio di esprimere la propria opinione e di avvalerci, solo in alcuni casi, della facoltà di non rispondere a voce ma con l’espressione del volto.

Seguiamo il consiglio di Mafalda, che in una delle sue più famose vignette urla proprio così:

“Non sto zitta se ho torto, figuriamoci se ho ragione…”