L’idea é elementare e per questo molto innovativa: riprodurre quadri bidimensionali come la famosissima Gioconda di Leonardo in 3D, cioè in opere che possono essere viste e toccate.

Questa particolare caratteristica permette anche a persone con una percezione ottico-visiva ridottissima o nulla di apprezzare i grandi maestri e i capolavori dell’arte.
I quadri per non vedenti sono stati esposti anche al Prado di Madrid dove le riproduzioni di dipinti famosissimi ospitati nel museo sono state stampate in rilievo, per poter essere toccate e apprezzate da chi non può vederli.
Le tavole si trovavano su dei ripiani reclinati e venivano “lette” dai cechi con il tocco della mano mentre le didascalie, invece, sono state composte in Braille.
Ai partecipanti della mostra era fornita anche un’audioguida che spiegava quali parti del quadro toccare, per comprenderlo e migliorare la visita alla collezione.
L’ideatore di questo nuovo tipo di fruizione artistica é Andrew Myers che racconta la genesi dell’idea durante una mostra, quando un non vedente si era avvicinato a una delle sue sculture e, allungando le mani, aveva cercato di coglierne la forma. L’intuizione avvenne in quell’istante : un momento magico “in cui un cieco per un istante, poteva vedere” come spiega l’autore.

Il processo di creazione di un’opera di Andrew Myers

Le creazioni di Myers, come tutta la produzione artistica, sono opere che richiedono molto impegno. Servono da uno a tre mesi per ottenere un quadro vero e proprio.
Si comincia con una bozza su compensato, poi vi si sovrappone una griglia con cui effettuare buchi sul legno. Per ogni buco, viene inserita una vite, in modo da rappresentare i contorni e le forme,come sintetizza l’autore parlando di un ritratto “Si comincia sempre dal naso, poi le ciglia, gli zigomi e il mento. Sono punti di riferimento con cui si costruisce il volto”. Il tocco finale è il colore perché, come spiega l’autore  “ogni volta che li guardavo sentivo che mancava qualcosa”.


FONTI

Andrew Myers

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