Siamo così, dolcemente complicate, sempre più emozionate, delicate

Così cantava Fiorella Mannoia, sottolineando che noi donne, si sa, siamo esseri alquanto difficili, ci basta un nonnulla per farci innervosire, piangere, irritare, ridere, soprattutto in “quel breve periodo del mese”. Questo è un nostro grande cruccio: cascasse il mondo, una volta ogni ventotto giorni, puntuale come la morte, arriva il ciclo e noi non possiamo che accettare, soffrire e sperare che le ore passino in fretta. Mal di pancia, di testa, di schiena; ogni particella del tuo corpo continua a ricordarti che non hai un pargolo nel ventre. E tu stringi i denti, imprechi, maledici il giorno in cui i tuoi genitori ti hanno concepita donna e non uomo. Rientra nel “contratto” essere irascibili, no?

Tutt’oggi questo argomento è considerato out, espressamente evitabile e ricco di imbarazzi e disagi, soprattutto se durante la discussione del tema sono presenti uomini o bambini. Si sa che c’è, ma non si dice: “Non stai bene? Ah, sono i tuoi giorni..”. Sembra di essere tornati al tempo della caccia delle streghe nel Medioevo; anzi, alcune volte ci fate sentire come delle povere indovine, da vedere come “esseri da tenere alla larga”. Da sottolineare: non abbiamo scelta, dobbiamo conviverci. Allora perché non farlo con serenità?

A questo ha pensato Sangre Menstrual, un movimento tutto al femminile nato in Spagna. Le donzelle che ne fanno parte girano per la città indossando un delizioso paio di pantaloni candidi, adornati da una bella macchia di sangue in mezzo alle gambe. Fiere e sicure, sfoggiano questo abbigliamento come una bandiera, la loro bandiera, e gridano al “mondo in rosa” di vivere quel momento con naturalezza, disinvoltura, di ignorare i “bacchettoni “ e di essere orgogliose di avere l’opportunità di vivere quei giorni. Non bisogna considerare il ciclo come fosse una colpa, le donne devono essere libere di vivere con gioia, soprattutto in compagnia di un tampax.

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Mi sono imbattuta casualmente in alcuni video che mostrano le performances delle “Paladine del Mestruo” e in effetti devo ammettere che sono particolarmente efficaci nella loro battaglia o per lo meno, attirano l’attenzione pubblica. Vecchietti che sgranano gli occhi, uomini a bocca a aperta che estraggono i telefoni dalla tasca per immortalare i momenti, ragazze che si esaltano, con applausi e cori di incoraggiamento. Di certo è una grande trovata, scuote la società e porta a galla un tabù che forse un giorno, anche non molto lontano, potrà essere superato anche grazie a queste ragazze che, schiette e convinte delle loro idee, combattono la loro guerra.

Quindi, auguro a Sangre Menstrual di raggiungere i suoi obiettivi; e a voi uomini dico: portate pazienza, in fondo sono cinque giorni al mese. Vi amiamo sempre, ma almeno per una settimana non pretendete più del necessario… Abbiamo un problema più grande di voi da affrontare.

Chiara Soldan