Alberto Moravia scrisse questo romanzo agli albori della sua carriera, dovette superare diversi rifiuti per poterlo pubblicare e la critica fu particolarmente severa con lui, ma oggi Gli indifferenti è diventato un classico: la descrizione di una società e una classe sociale in decadenza. Ma prima di essere un classico, era un libro di un ragazzo ventenne, in cui trapelano le passioni e le indecisioni di quella età.

I due fratelli Ardengo, Michele e Carla, sono profondamente delusi dalla monotonia della vita borghese, fatta di convenzioni sociali che rendono i rapporti umani falsi e prevedibili. Michele cerca un rapporto sincero e semplice con le persone, tanto da guardare con ammirazione all’incontro avuto con una prostituta: era stato breve e con scopi illeciti, ma autentico. Carla invece, insidiata da Leo -amante della madre dopo la morte del marito-, spera che accettando le sue proposte possa iniziare una vita nuova. Entrambi provano una certa indifferenza per il mondo che li circonda -perfino l’ambiente sembra caratterizzato da un grigiore perenne- e che dà il titolo al romanzo. La trama si snoda in pochi giorni, ma molto densi, che rendono la lettura intensa e piena di attese.

I toni sono forti, le emozioni e i pensieri dei personaggi sono portati in primissimo piano, tanto da avere accesso al futuro ipotetico immaginato da Michele quando decide di uccidere Leo, e alle fantasie erotiche di quest’ultimo verso Carla. Questa scelta ha provocato le maggiori critiche verso il romanzo, infatti sebbene non si spinga mai a descrivere l’atto, le allusioni sessuali sono numerose e farebbero scalpore anche oggi. Il romanzo fu quasi messo al bando dal regime fascista che lodava la classe borghese, qui smascherata in tutta la sua decadenza.

 

È difficile valutare se il romanzo avesse scopo politico in origine, data la giovane età dell’autore, ma è indubitabile che è scritto con abilità. Riesce a fondere teatro e letteratura in ogni aspetto del romanzo: i capitoli sono segnati dall’entrata o uscita di scena dei personaggi; la durata temporale è limitata, in linea con le regole del teatro -anche se supera le 24 ore delle tragedie classiche- e ambienti circondati da ombra come su un palcoscenico.
Pur avendo lati da classico letterario, questo libro mette in scena forti emozioni giovanili, paure e speranze, una ricerca di autenticità valida nel 1929 come oggi.

 

Fonte: produzione intellettuale propria

credits