È il 30 gennaio 1889 quando in un castello a pochi chilometri da Vienna Rodolfo d’Asburgo, erede legittimo del trono di Francesco Giuseppe, viene ritrovato morto con una pistola nella mano a pochi centimetri dalla nuca. Accanto al corpo esanime dell’erede al trono viene rinvenuto quello di Maria Vétsera, baronessa di 18 anni e amante di Rodolfo.

Rudolf Kronprinz
Rudolf Kronprinz

Il primo a scoprire i corpi senza vita è il cognato del giovane Asburgo, Filippo di Coburgo, che ne ordina l’immediata rimozione e la sepoltura istantanea e segreta della giovane Maria. Inizialmente la morte di Rodolfo viene attribuita a un incidente di caccia, successivamente a una paralisi cardiaca e infine a un avvelenamento da parte della giovane amante. Solo due giorni dopo la tragedia si diffonde la notizia che Rodolfo si sarebbe ucciso a causa di un momento di alienazione mentale.

Maria Vétsera
Maria Vétsera

Ufficialmente però non vengono mai aperte delle indagini; cronaca e testimonianze del tempo hanno portato a pensare che tra la morte dei due amanti sia trascorsa almeno un’ora, intervallo di tempo di cui nulla è dato sapersi. Restano quindi molti dubbi sull’ipotesi del suicidio: quale motivo avrebbe spinto i due amanti a compiere un gesto del genere?

L’unica ipotesi fondata potrebbe essere quella legata a contrasti famigliari. Pare infatti che prima della tragedia, entrambi avessero avuto degli screzi con i genitori. La madre di Maria aveva scoperto un portasigarette che la figlia avrebbe voluto regalare al suo amante, mentre il padre di Rodolfo era venuto a conoscenza del fatto che il figlio volesse lasciare la moglie, la principessa Stefania e chiedere alla chiesa l’annullamento del matrimonio.

 

Cosa sia esattamente successo quella fredda mattina del 1889, resta ancora un mistero custodito tra le mura del castello di Mayeling; meno impenetrabili sembrano invece essere le ultime parole scritte da Maria alla vigilia della sua morte “Poiché non ho potuto resistere all’amore vado con lui”.

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