Un piccione guarda uno schermo su cui compaiono delle parole e riesce a discriminare quelle che hanno un senso compiuto. Per quanti se lo stessero chiedendo, non siamo di fronte alla nuova pubblicità della Mulino Bianco e Banderas non ha rimpiazzato la gallina Rosita con un banale piccione. Ciò che potete vedere con i vostri occhi è il risultato di uno studio pubblicato pochi giorni fa sul Proceedings of the National Academy of Sciences in base al quale sembra che i piccioni riescano a distinguere diverse sequenze di lettere e siano in grado di stabilire se rispettano una regola ortografica.

Le fasi dell’esperimento – Per la prima fase dello studio, i ricercatori della University of Otago hanno utilizzato un elenco di 308 parole di 4 lettere, alcune di esse avevano un senso compiuto (mare) mentre altre erano semplicemente un insieme di lettere casuali (mrae). I volatili visualizzavano sullo schermo la sequenza di lettere e una stella: se la parola era corretta dovevano beccarla, in caso contrario dovevano beccare la stella. Grazie ad un meccanismo basato sulla premiazione delle risposte corrette con del cibo, gli animali hanno imparato a riconoscere 58 parole sulle 308 dell’elenco.

Per capire se i piccioni stavano “semplicemente” imparando a memoria le risposte che gli garantivano l’erogazione del cibo, i ricercatori hanno selezionato i piccioni più “secchioni”e li hanno sottoposti ad un nuovo esperimento in cui le parole da riconoscere erano completamente nuove. Come avevano previsto, anche in questo caso i piccioni erano in grado di distinguere le parole vere in buona parte dei casi.

Le conclusioni – Per quanto il successo di questo studio sia notevole, siamo ben lontani dal poter affermare che i piccioni sappiano leggere. Il dato interessante è che i piccioni sono in grado di capire a livello statistico quanto è frequente l’abbinamento di alcune coppie di lettere in una data lingua. Questo risultato potrebbe quindi suggerirci che i circuiti cerebrali che permettono agli esseri umani di leggere potrebbero essersi sviluppati più di 300 milioni di anni fa, prima che la linea evolutiva dei primati si separasse dalla linea evolutiva degli uccelli.

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