Di Martina Difilo

Il giorno in cui incontrò l’uomo della sua vita non fu così bello come lo si può immaginare. O forse non tanto il giorno in cui lo incontrò, tra gli scaffali di un supermercato, quanto il giorno in cui un pensiero la colse di sorpresa:

“E se fosse quello giusto?”.

Quel giorno, al sopraggiungere di quel pensiero dopo poche settimane averlo conosciuto, reagì nell’unico modo che conosceva per reagire agli eventi che la sconvolgevano: le venne un attacco di panico, telefonò alla sua migliore amica in preda all’ansia, con le palpitazioni. Non riusciva a controllare quell’agitazione, a distendere i nervi e svuotare la mente; il modo in cui la faceva sentire quel ragazzo, i suoi tentativi di conquistarla quando in realtà non ce n’era nemmeno bisogno, la sua gentilezza, la sconvolgevano, perché le facevano provare qualcosa di mai provato prima. Nemmeno con il suo primo, grande amore si era mai sentita così: unica e speciale. Ma soprattutto sentiva che lui fosse unico e speciale, come se lo avesse aspettato da sempre, senza nemmeno saperlo. Aveva l’impressione che fosse destinata, un giorno, ad incontrare quell’anima così simile alla sua eppure così diversa, che veniva da lontano.
Si accorse di quanto fosse speciale quel ragazzo una sera qualunque, quando si videro semplicemente per fumare una sigaretta alla fine di una giornata stressante: erano d’accordo di stare insieme una mezz’oretta e poi ognuno sarebbe tornato a casa sua. Dopo quella sigaretta, guardò l’ora ed erano trascorse due ore e mezza da quando si erano incontrati; si rese conto che quel tempo era volato, sfuggito dal suo controllo e loro erano ancora insieme con ancora un milione di cose da dirsi.
Le riuscì molto difficile superare la diffidenza iniziale: dopo una storia finita male e vari tentativi di ricominciare, sempre con le persone sbagliate, lasciarsi andare e fidarsi di quel ragazzo le sembrava impossibile. Aveva imparato, negli anni, a rinchiudere le belle sensazioni di un angolo del cuore e lasciare spazio solo alla freddezza e al distacco. Ma lui, con pazienza e testardaggine, attese, tentò, fece qualunque cosa fosse in suo possesso per aprire quel cuore, per riuscire a farsi spazio in mezzo a tutto quel ghiaccio. Ebbe successo e lei poté provare la meraviglia di aver trovato qualcuno di così simile a lei, con le sue stesse idee, i suoi stessi principi.
Capì che l’amore non era solo sofferenza, come le aveva insegnato la vita fino a quel momento.
Scoprì che si può amare ed essere amati senza dover litigare per ogni cosa.
Scoprì la pace interiore che solo un amore ben calibrato sa darti.
Realizzò quanto fosse bello amare ed essere riamata, di un amore puro, onesto, senza strategie, senza frasi non dette per paura di sembrare deboli.
Con lui le sembrò tutto facile, tutto spontaneo e naturale e questa cosa le era così nuova, così inusuale, che in certi momenti stentava a credere che stesse accadendo a lei. Cosa aveva fatto per meritarsi così tanto amore, così tanta felicità?
Si sentiva la persona più fortunata della terra ad averlo incontrato, nonostante i difetti, nonostante i momenti in cui nasceva qualche discussione, che però finiva subito. Scoprì di non essere in grado di rimanere arrabbiata con lui a lungo. Lei, riconosciuta da tutti per il suo muso lungo che durava giorni a seguito di una discussione, non era capace di rimanere arrabbiata con quegli occhi castani per più di un quarto d’ora. Era questo l’amore? Superare i propri limiti, migliorare se stessi, grazie all’altra persona?

Non sapeva rispondere a questa domanda, non sapeva spiegare cosa fosse l’amore. L’unica cosa che riusciva a dire era come si sentisse: bene, infinitamente bene, tanto da non riuscire a quantificare quella felicità, quando lui la guardava dritto negli occhi o la stringeva a sé. Aveva trovato il suo posto nel mondo ed era sulla sua spalla, con la testa infossata nel suo collo. Lì si sentiva al sicuro, protetta, ma soprattutto se stessa. Era proprio questa la libertà più grande che le aveva donato quell’amore: si era sentita a suo agio nel mostrare quella che realmente era, senza maschere, senza dover dimostrare per forza di essere sempre forte. Si era aperta, lasciata andare, gli aveva concesso di conoscerla fino in fondo, gli aveva mostrato persino le due debolezze.
Realizzò che trovare qualcuno con cui poter essere se stessi e che ci ama comunque, sia la più grande fortuna che possa capitare nella vita.