È strano, quando si parla di moda vengono subito alla mente tre cose: le sfilate, i negozi estremamente lussuosi e le modelle. Immaginatevi ora una modella. Nella vostra mente comparirà un corpo bello, alto e magro, molto magro. L’anoressia sembra essere la bestia nera della moda, una presenza che aleggia in ogni evento del settore. In questo campo sono tutti magri, nessuno può e deve far eccezione. È come una legge non scritta; non importa quale sia il tuo compito, ma se lavori nel mondo del fashion tu devi essere magro.

Il modello di corpo richiesto ora dagli stilisti è l’opposto di quello della moda delle origini. Se prima si privilegiava un corpo sinuoso e carnoso, ora sembra che vadano di moda le ossa. È inutile dire quanto tutto questo sia diseducativo per le ragazzine che guardano una sfilata o che sfogliano una rivista di moda. Che cosa si può pensare vedendo tutti questi corpi scheletrici che sfilano con meravigliosi abiti addosso? È forse questo il modello di bellezza richiesto nella società contemporanea?

La domanda che viene spontanea porgersi è come mai si sia arrivati a questo punto. Che cosa è scattato nella mente delle persone per privilegiare una taglia 38 rispetto che una 44? Ma soprattutto, si tornerà mai indietro, alle vecchie curve? Un segnale di ripresa e di cambiamento in questi anni c’è stato. Ora, all’interno del programma ufficiale della fashion week milanese, è inserita la sfilata di Elena Mirò (stilista per taglie superiori alla 44) che prima era stata severamente bandita da ogni genere di evento.

Le modelle non vengono più scelte palesemente troppo magre; l’anoressia non viene più sbattuta in prima pagina sui giornali di moda o sulle passerelle. Ora tutto il mondo fashion sta cercando di risolvere (o comunque migliorare) il problema. Gli stilisti tendono a evitare di confezionare collezioni che stanno bene solo alle modelle e cercano di venire in contro alle richieste delle persone normali.

Forse è servito proprio questo momento di crisi, economica e non, per riportare alla ribalta i vecchi valori. Quindi meglio privilegiare una ritrovata donna sicura di se stessa piuttosto che un corpo infantile tutto pelle e ossa. Quello che serve ora è un corpo che esprima pienezza e un po’ di sicurezza per questo futuro incerto.
E forse è proprio il caso di dire che l’anoressia sta lentamente passando di moda.

Naomi Stern

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