C’era una volta, nei tempi passati,
un re ch’era seguace di Giustizia
e di Ragione e che con malizia
si divertiva a sbugiardare irati
ladruncoli e furfanti smascherati.
Giunse al reame un giorno la notizia
di barbari idolatri; con mestizia
furono accolti i messi dei malnati.
La pace fu accordata a strano patto:
“Se vuoi regnare con vil lumiero
hai da spregiar lo popol con la ciolla”.
Che avessero la meglio in guerra è un fatto.
E a piazza piena il re, non certo fiero,
caccia il cacchietto e la fa sulla folla.
Tutta la gente ingolla
credendo la di lui sentenza fida:
“Trasformo tutto in oro come Mida”.
Levarono poi grida
Di giubilo i legati. Soddisfatti
Concessero la pace a quei matti.
Ma il re disse: “da matti
è sceglier di morir di guerra o stenti”.
E tutti vissero fessi e contenti.

 

 

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