“1° novembre 1995: sono tornata ad Auschwitz. Ho rivisto i reticolati, le torrette, quel che resta dei forni crematori e le baracche, dove ci raccoglievamo tremanti. Ho risentito, nel silenzio assoluto di oggi, le voci e le invocazioni di ieri. Ho capito che non bastano cinquant’anni, per cancellare il ricordo di un crimine così grande. Il Portone della morte non si richiuderà più sulla memoria.”

Pubblicato per la prima volta nel febbraio del 1997, Il silenzio dei vivi è il racconto autobiografico di una sopravvissuta ai campi di sterminio: Elisa Springer. Nata a Vienna nel 1918 da una famiglia di commercianti ebrei, Elisa venne arrestata e deportata ad Auschwitz il 2 agosto 1944, all’età di soli 26 anni. Trasferita a Bergen Belsen e a Theresienstadt, l’autrice riuscì a scampare alla morte e ad abbandonare l’orrida follia nazista rifugiandosi dapprima a Vienna, la sua città natale, e successivamente in Italia. Ed è proprio qui, precisamente a Manduria – in provincia di Taranto – che trascorse gran parte della sua vita, tenendo nascosto il suo passato segnato da morte, indifferenza, crudeltà e disperazione: aveva il terrore di non essere creduta e capita. La follia nazista rappresentò, per lei, una ferita che non si sarebbe mai chiusa. Una vita di mostruosità, umiliazioni e torture alleviata solamente dalla nascita di Silvio, il suo unico figlio, simbolo di riscatto e rinascita. Silvio, infatti, con la sua voglia di conoscenza e di comprensione fu l’unico in grado di farle rompere un silenzio lungo cinquant’anni: grazie a lui Elisa ha trovato la forza di tornare ad Auschwitz e di raccontare la sua importante testimonianza al mondo intero, partendo dai ragazzi.

Nasce così questa breve autobiografia “all’ombra di Auschwitz, un racconto di morte e resurrezione”. Un testo che arriva dritto al cuore e alla mente del lettore; un viaggio nei sentimenti di una delle protagoniste di una delle più grandi atrocità mai commesse dall’uomo – se uomo si può definire -.

Morta a Matera nel 2004, Elisa ci ha lasciato in eredità il racconto della sua vita: crudo, toccante e mai banale. Un libro per riflettere affinché nulla di simile possa accadere nuovamente.

Per non dimenticare.

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