C’ ERANO UNA VOLTA LE LETTERE

Prima che facessero la loro comparsa gli attuali leader indiscussi dei mezzi di comunicazione, per tenersi in contatto e scambiarsi pensieri si spedivano lettere.

Non stiamo parlando dell’ età della pietra, ma semplicemente di venti o trenta anni fa.  Ci si spediva lettere tra fidanzati, quando uno dei due doveva, per un po’, andare lontano.  Quando si conosceva qualcuno durante una vacanza, o un viaggio, prima di salutarsi, ci si scambiava n’ indirizzo e, una volta tornati, ci si scambiava qualche lettera ogni tanto. I figli mandavano lettere alle mamme quando stavano via da casa per fare il servizio militare…

Sicuramente sarebbe ridicolo e fuori discussione sostenere che e- mail, SMS, videochiamate, messaggi che ci si scambia alla velocità della luce, in istantaneo, con i social network ( WhatsApp, Messanger..), non siano un’innovazione fantastica. In primis per la praticità e l’ immediatezza. Ma vogliamo davvero pensare che sia possibile paragonarli alle lettere?

I messaggi in busta saranno certo più sporadici, meno comodi, più impegnativi e decisamente meno veloci, ma un po’ di fatica, che consideriamo tale solo perché non ci siamo (più) abituati e perchè abbiamo delle alternative, è decisamente un prezzo piccolo da pagare per la bellezza e il fascino della carta manoscritta. La seccatura per la non immediatezza delle risposte può diventare emozione per l’ attesa, la  chiarezza degli impersonali caratteri digitali può essere sostituita dalla personalità della grafia.

Certo, sarebbe impensabile pensare di tornare indietro, il progresso, perché, per lo meno dal punto di vista tecnico-pratico, è senza dubbio un  progresso, è sempre unidirezionale.

Nessuno, probabilmente, sarebbe disposto a rinunciare alla possibilità di prendere in mano il suo smatphone e recapitare qualsiasi messaggio senta la necessità di condividere al destinatario prescelto.

Samo nati e cresciuti nell’era della comunicazioni fast e ne cogliamo i benefici, organizziamo uscite con mezz’era d’anticipo, comunicando da città diverse, chiamiamo gli amici che vivono oltreoceano, video-chiamandoli su skype e inviamo la buonanotte ogni sera a fidanzati e fidanzate.

Ma ci sono pensieri e cose  da dire che, nella freddezza delle schermate al led, rischiano di perdere un po’ del loro valore. In certi casi dovremmo imparare a tenere presente che possiamo ancora prendere in mano un foglio di carta, un bel biglietto e scrivere. Non dimentichiamoci, insomma, che si può ancora (e a volte si dovrebbe) essere meno pratici ed imbustare messaggi.

 

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