07:10 am
19 novembre 2017

Emographomenon

Emographomenon

Emographomenon è il “neologismo” grecizzante che Alessandra Casati ha coniato per riprendere le fila del suo romanzo e consegnarlo a noi lettori, con un titolo che suona come “scritto nel sangue”. Alessandra è una giovane autrice, nata a Monza nel 1994 che nell’Ottobre del 2015 ha pubblicato con la casa editrice Aletti, il suo primo libro, appunto “Emographomenon”.
É una storia intrigante, che lancia subito il lettore nelle fauci di un sogno inquietante e misterioso, che tormenta Aimee.
Il bacino d’udienza di questo romanzo è prevalentemente costituito di giovani adulti, nonostante questo possa essere esteso a un pubblico più ampio. Il libro è molto scorrevole proprio per la suspence che crea la trama, intrisa della cultura letteraria fantascientifica, magica e anche storica: l’intreccio mescola personaggi che ci ricordano Piton, all’apparenza cattivo, in realtà un grande punto fermo, Harry, unico sopravvissuto al nemico, il tutto in un’ambientazione monasteriale quasi magica.
Lo sfondo è sapientemente costruito con una scrittura veloce, ma attenta ai dettagli, alle descrizioni, anche prettamente storiche, religiose, per dare al lettore un appoggio di concretezza e di realismo ben evidente. L’elemento religioso è fondamentale in questo romanzo, e ben documentato: il concetto di fede nelle sue varie prospettive, si riflette nella creazione di questo mondo letterario, lasciando che la sincerità giovanile della difficoltà a credere senza riserve in un qualcosa di ultraterreno, possa trovare una dimensione tutta sua.
È una storia di crescita, quasi un percorso di formazione e iniziazione che come risultato non può che generare una totale, raggiunta, maturità di Aimee, che dovendo crescere per gli altri, cresce anche nei rapporti di amicizia, amore, famiglia e nelle concezioni di essi.

“Emographomenon”: è questo il “neologismo” grecizzante che Alessandra Casati ha coniato per raccogliere le fila del suo romanzo e consegnarlo a noi lettori, con un titolo che suona come “scritto nel sangue”. Alessandra è una giovanissima autrice, nata a Monza nel 1994 che nell’ottobre del 2015 ha pubblicato con la casa editrice Aletti, il suo primo libro, appunto “Emographomenon”.
É una storia intrigante, che lancia sin dalle prime pagine il lettore nelle fauci di un sogno inquietante e misterioso: il sogno che tormenta Aimee, la protagonista del romanzo, una quasi-sedicenne.
I destinatari cui questa storia è rivolta sono, a detta della stessa autrice, i «giovani adulti», nonostante l’intenzione sia quella di farla giungere ad un pubblico il più ampio possibile. Il romanzo è molto scorrevole proprio per la suspence creata dalla trama, ispirata dalla cultura letteraria fantascientifica, e anche storica: un’ambientazione monasteriale quasi magica, personaggi ambigui e doppiogiochisti, ragazzi dal passato dimenticato e nebuloso, un villain spietato e affascinante (ma, si sa, i cattivi hanno sempre quel non so che…).
L’atmosfera di sfondo è ben costruita da una scrittura veloce ma attenta ai dettagli e alle descrizioni; non mancano suggestioni storiche e religiose, che danno al lettore un appoggio di concretezza e di realismo in un’ambientazione che, al contrario, estrania dal vero pur senza un’eccessiva presenza di elementi magici. Il vero cuore di questa atmosfera è l’elemento religioso, che viene dall’autrice esaltato e documentato: il concetto di fede, nelle sue varie prospettive, si riflette nella creazione di un mondo letterario in cui, la giovanile difficoltà a credere senza riserve in un qualcosa di ultraterreno, può trovare una dimensione tutta sua.
“Emographomenon” è una storia di crescita umana, un percorso di formazione e iniziazione in cui la protagonista Aimee, che deve crescere per gli altri, cresce anche nei rapporti di amicizia, amore, famiglia e nelle concezioni di essi.

Non è mai compito semplice esprimere un giudizio critico sul primo lavoro di una giovane scrittrice: è facile esaltare o deludere immeritatamente un’opera e, di riflesso, chi l’ha pensata, creata, seguita, perfezionata. Di “Emographomenon” si apprezzano soprattutto i colori, la tensione, l’atmosfera esoterica e la cura dell’autrice nel descrivere una delicata fase di crescita. E di Alessandra Casati si ammira la capacità di donare al pubblico una storia piacevole e la voglia di mettersi in gioco: due fondamentali ingredienti che lasciano ben sperare anche per il futuro.

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