di Laura Cerrai

Nell’entroterra toscano ad una decina di chilometri da Pisa si trova uno spettacolo dell’architettura monastica: la Certosa di Pisa, o di Calci, che dir si voglia, dal momento che sorge effettivamente nel piccolissimo paese della provincia pisana precisamente nella zona detta Val Graziosa.

La certosa, ex dimora dei monaci certosini, oggi rimane aperta alle visite dei turisti, sempre rigorosamente guidate e accompagnate, inoltre in una parte ospita il grande Museo di storia naturale gestito dall’Università di Pisa, uno dei più antichi al mondo; la raccolta che lo costituisce inizia a formarsi alla fine del XVI secolo per volontà di Ferdinando I dei Medici.

Il museo contiene al suo interno l’acquario d’acqua dolce più grande d’Italia, tra le numerosissime gallerie di particolare pregio è quella dedicata ai cetacei .

La Certosa venne edificata nel 1366 ma dell’originale aspetto medievale rimane solo parte dell’esterno, l’interno viene modificato nel susseguirsi dei secoli fino ad assumere forme barocche e completamente affrescato da pittori toscani nel XVI e XVIII secolo, oggi risulta infatti ricoperta di affreschi in tutti i suoi ambienti.

L’edificio attuale ha un enorme cortile che circonda l’edificio e diversi chiostri all’interno, il più grande di essi, quello che una volta era il centro nevralgico della vita dei monaci, contiene anche il piccolo cimitero dove essi venivano seppelliti.

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La facciata barocca della chiesa all’interno della corte

Curiosità che salta all’occhio guardando il cimitero è che le tombe sono appena venti, dieci destinate ai monaci e dieci ai conversi (i due ruoli in cui gli aderenti all’ordine si dividevano), questo perché i monaci venivano seppelliti senza bara in modo che il corpo si decomponesse molto velocemente e i confratelli venivano così seppelliti uno sopra l’altro nella stessa tomba.

Intorno al cortile sono disposte le celle in cui i monaci passavano gran parte della loro vita (che si svolgeva esclusivamente tra il proprio appartamento e la chiesa), tutti dotati di un piccolo giardino con un orticello. D’altra parte i conversi svolgevano un’esistenza molto meno sedentaria e solitaria, si occupavano infatti del lavoro da svolgere all’interno della Certosa che fino al XIX secolo era completamente autonoma e si auto sostentava, dedicandosi per meno tempo allo studio e alla preghiera.

Un esempio di stile di vita monacale lo si vede durante i pasti, mentre i conversi mangiavano sempre insieme nella bellissima mensa che è oggi visitabile nel percorso della visita guidata, i monaci mangiavano da soli nella propria cella, astenendosi rigorosamente dal consumo della carne e si univano ai fratelli solo durante i pasti delle festività.

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La chiesa all’interno della certosa che si vede oggi risale al VII secolo, completamente affrescata da Stefano Cassiani e dai fratelli Rolli nel Seicento con le Storie del Vecchio Testamento.

Negli spazi visitabili della Certosa vi è anche la Foresteria Granducale, una serie di sale riservate ai Granduchi di Toscana che in viaggio desiderassero fermarsi ad alloggiare presso i certosini, bellissimi gli affreschi che la decorano, tutti pensati per creare effetti di tromp l’oeil con finte statue, porte, e modanature, danno l’dea di trovarsi in uno spazio molto più grande e ricco di ornamentazioni plastiche.

Molti altri sono gli ambienti da scoprire all’interno della struttura che merita assolutamente una visita durante il vostro prossimo giro della Toscana!

Fonti:

  • Wikipedia (Certosa di Pisa – link)
  • Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa (link)

Crediti immagini:

  • Il Tirreno (27.09.2014 – link), immagine di copertina
  • Intoscana.it (link) – immagine 1
  • Flickr (link) – immagine 2