Squilla il telefono
sento male e poco per via di un signore che suona la fisarmonica più in là.
Mi vedi? (Mi dici)
Dove dovrei vederti scusa? (Ti dico)
Hai quel vestito blu, che mi piace tanto,
vedo le tue gambe, da qui.
Mi mancavano. (Mi dice)
Dimmi dove sei (gli dico).
Sono qui, vicino alla fontana, mi vedi? (Mi dice)
Ti vedo (gli dico)
e metto giù
era da un po’ che non lo vedevo più.
Riconoscevo le sue mani, da questa distanza che ci separa adesso.
Dovrei andar lì?
Di cosa dobbiamo parlare, io ti vedo ora, a questa distanza.
Vedo tutti e due.
Vedo te.
Vedo me.
Guardaci adesso, ti prego.
Guardaci
adesso
tu
io no, non ci vedo più.
Ho chiuso delle porte.
Ma a volte passo ancora
davanti quelle porte.
Non ti vedo più da un po’.
Non mi vedi più da un po’.
Ci possiamo vedere un po’?
Non possiamo.
Il suono della fisarmonica, non si sente più.
Scompaio.
Scompare.

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