a cura di Giacomo Rota

Che oggetto può mai essere un libro? Un manufatto inedito, l’opera di un artigiano, oppure il prodotto seriale di un’industria che ne produce infinite copie; e ancora: un oggetto spigoloso, un oggetto con un peso, un odore e persino un sapore (qualora abbiate mai provato ad assaggiarne uno).

Il libro ha una sua paradossalità: esiste come carta, inchiostro, materia visibile, mentre per l’occhio avido (o annoiato) del lettore è un mezzo che apre sull’invisibile che racconta. Il libro-materia scivola nell’oblio di chi lo sorregge e lo sfoglia, per appagare uno sguardo in cerca di qualcosa che – a tutti gli effetti – non esiste.

E se un libro rivendicasse la sua stessa materialità? Se ciò che ha da raccontare fosse proprio il supporto di materia che lo costituisce? Cosa ne verrebbe fuori?

È forse questa una delle domande che muovono l’evento C’erano le pagine – Il libro d’artista secondo N.d.A, aperta al pubblico dal 13 al 29 settembre presso lo spazio espositivo della Biblioteca Sormani (corso di Porta Vittoria 6, ingresso libero).

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L’associazione N.d.A si propone come un «contenitore vuoto» che, in potenza, può essere riempito con i contenuti più diversi e originali; un vuoto che sia condizione di incontro e interazione «tra ricerche fra le più disparate», un riempimento che è sempre ancora da venire e che chiede sempre nuovi ulteriori elementi e stimoli.

Ed è proprio il libro d’artista a riempire in questa occasione il “contenitore” di N.d.A:

«Davanti al dilagare delle copie, come restaurare il dominio dell’artista? Come ridare autenticità a questi fasci di pagine? Forse strappando il libro dal suo scopo, impedendo di aprirlo e sfogliarlo come sempre è avvenuto; rinchiudendolo in una nuova fortezza, per poi liberarlo ancora».

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Bianca Dall’Osto – “Affectus in charta”, poesia di Eugenio Montale tratta dalla raccolta “Le occasioni”

Ecco allora che un mottetto di Montale può prendere forma visiva, come nel libro d’artista di Bianca Dall’Osto, “Affectus in Charta”. O ancora la serie di disegni che per mano di Tommaso Dall’Osto e Linda Sacchi si squadernano – e proprio il caso di dirlo – dal libro intitolato “Dracula”. E ancora: il libro d’artista di Martino Visconti, dal titolo “Storie di qualcuno”.

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Martino Vasconi – “Storie di qualcuno”, racconto “Verso”, illustrato da Tommaso Dall’Osto

Non perdetevi dunque la possibilità di ridefinire il vostro concetto di libro proprio all’interno di una biblioteca: riscopritene la potenzialità come prodotto d’artista e lasciatevi smentire nell’affermazione secondo cui «non c’è libro senza pagine».