Di Elisa Navarra

Nell’era del “Facebook pirandelliano” dalle centomila maschere e nessun volto, una delle parole che sono più in voga è Omologazione. Omologazione che diventa al contempo obiettivo ed effetto indesiderato di atteggiamenti tesi a modelli sempre più mediocri, nonché di obiettivi facili da raggiungere. Le facce ruzzolano nelle Home dei Social, come accadeva nel “Paese delle teste leggere” di Rodari e, senza che ce ne rendiamo conto, si svuotano le menti.

Gianfranco Sergio ha però trovato la soluzione. Potrebbe apparire utopica o irrealizzabile, ma senz’altro efficace. Si tratterebbe solamente…di ricostruire l’universo! La spatola è il pennello, la calce il colore. Così, con tocchi da maestro, l’artista cosentino ridà tono ad un mondo che ha perso le proprie sfumature, omologatesi ala mediocrità dei modelli proposti dai mass media. Le teste, come mai prima pensanti, sono letteralmente immerse nella lettura dei libri; è la cultura a fare da colonna portante, solida nello Spazio.

Creature bizzarre guidate da allucinazioni. La Ricostruzione liSergica che il pittore attua si distacca quasi dalla realtà. Persino la Camera di Van Gogh galleggia ora nell’Universo acquistando nuove fattezze: composta dei quadri del pittore olandese, fluttua nel blu della notte.

<< L’opera di Gianfranco Sergio mette sotto gli occhi di tutti una verità, ovvero che la pittura può essere una festa per gli occhi e nel contempo un’arma sociale >>

E’ proprio un messaggio sociale quello che si cela dietro l’esplosione dei colori delle sue tele: anticonformismo e colorazione di un universo da ricostruire.

La mostra “Ricostruzione (Li)Sergica dell’universo”, a cura di Elisabetta Longari, sarà visitabile gratuitamente presso la Galleria Artepassante della stazione Repubblica, dal 6 al 17 settembre 2016.

L’inaugurazione è prevista per Martedì 6 settembre alle ore 18,30.

Maggiori informazioni alla pagina ufficiale di Artepassante.