di Sarah Elisabetta Scarduzio

Forse è vero che il cibo alle volte è la chiave di tutto. Può curare, guarendo le piccole ferite interiori, fare stare meglio, avvicinare, unire le persone tra loro. E con le sue infinite ed intriganti combinazioni di sapori, profumi e colori sa stregare e sedurre.
La storia che viene raccontata in Ricette d’amore, film del 2001 della regista tedesca allora esordiente Sandra Nettelbeck, si svolge in Germania, più precisamente in un rinomato ristorante di Amburgo. Qui accanto ai camerieri e aiuto cuochi lavora Martha Klein, celebre e sofisticata Chef che si dedica a quest’arte con estrema passione e meticolosa precisione, ma che il suo carattere freddo e introverso la fa apparire distaccata, chiusa in se stessa.
La sua vita scorre in modo ripetitivo, il lavoro è il centro delle sue giornate . Ogni sera tra i fornelli della cucina del Lido, circondata da piatti e pietanze ricercate, di alta cucina. Ma la sua quotidianità viene sconvolta e cambierà rotta quando sua sorella vittima di un incidente in macchina, perderà la vita e verrà affidata a lei la sua nipotina Lina, un’intelligente bambina di otto anni con la quale inizialmente avrà delle difficoltà a relazionarsi, e ad instaurare un rapporto di dialogo e di fiducia. Lina dopo la perdita così improvvisa e violenta della madre e l’assenza del padre, non vuole più mangiare e non riesce ad accettare che Martha si prenda cura di lei, interpretando quei costanti gesti di affetto come il doloroso tentativo di volere sostituire sua mamma .

Tutto cambia quando nello stesso ristorante di Martha, la proprietaria assume Mario, un carismatico e sorridente cuoco italiano, suo opposto per carattere e temperamento. E se in un primo momento la sua personalità forte è infastidita dalla presenza di un altro cuoco nella sua cucina, poi imparerà a conoscerlo e verrà ritrovato l’ingrediente perduto per la ricetta d’amore perfetta.

La regista riesce a raccontare una storia tenera e sincera in un perfetto equilibrio tra leggerezza, romanticismo e drammaticità. Scegliendo due attori di talento, Martina Gedeck e Sergio Castellitto, in grado di cucirsi addosso i loro rispettivi ruoli di Martha e Mario con naturalezza riuscendo a trovare il cuore dei loro personaggi che avrebbero potuto altrimenti rimanere piatti e inanimati sulle pagine della sceneggiatura.
A condire lo sfondo, primi piani di portate sopraffine e deliziose che si desidererebbe assaggiare.
Ed il Menù è servito.


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