La fontana, il vecchio noce, il suo violino e il mare in lontananza, il mar Baltico del quale egli poteva spiare nelle vacanze i sogni estivi, queste erano le cose che egli amava, che godeva di sentirsi attorno, e tra le quali si svolgeva la sua vita interiore: cose i cui nomi si possono mettere in versi con bell’effetto e il cui suono ricorreva sempre nelle poesie che Tonio Kröger talvolta componeva.

 Si finge imperturbabile e disinteressata la voce del narratore che ci racconta la storia di Tonio, ma nello svolgersi delle vicende si rivela coinvolto emotivamente in tutto quello che riguarda il protagonista. È inevitabile, conoscendo un poco l’autore della novella-racconto Tonio Kröger, non trovare delle somiglianze nelle circostanze vitali di Thomas Mann e della sua creazione letteraria; autore, narratore e attore vengono a coincidere completamente in certi angoli del testo.

Questo è uno degli aspetti che rende tanto denso di significati e possibili approfondimenti il libro in questione, pubblicato per la prima volta sulla rivista Neue Deutsche Rundschau sul numero di febbraio del 1903, e poco dopo nella raccolta Tristano. Sei novelle.

In bilico tra biografia e definizione di un atteggiamento di vita, o meglio di credo artistico, il racconto si basa sulle vicende dalla prima gioventù fino alla maturità di un uomo originario di Lubecca, esattamente come Mann appunto, città che non viene mai nominata, soltanto delineata da poche ma precise e inequivocabili descrizioni.

Uno dei Leitmotiv dell’intero svolgimento è l’analisi del rapporto contrastato che il giovane protagonista si trova costretto a vivere tra il suo spirito artistico e il mondo borghese che lo circonda; il concetto del Leitmotiv è importante in tutta l’opera di Thomas Mann, in quanto convinto del fatto che ogni suo testo dovesse essere considerato come una sorta di “sinfonia”, intessuta di temi che ritornano come veri e propri ritornelli musicali e linguistici.

 La forte e apparentemente inconciliabile dualità di arte e vita segna la novella (da alcuni definita anche romanzo breve) proprio come un motivo musicale; ma non solo: Tonio risulta essere tormentato fin da molto piccolo da numerosi contrasti e conflitti interiori che non è in grado di risanare e che lo fanno soffrire fortemente, facendolo sentire sempre e irrimediabilmente diverso da quelle che sono le persone che lo circondano, differenti persino nella fisicità. Tipici individui tedeschi dai capelli biondi e dagli occhi azzurri!

Eppure questa difformità che tanto gli rende difficile l’esistenza sarà il punto di partenza per profonde e intense, a tratti complicate, considerazioni sull’Arte e sul concetto di artista, totalmente in contrasto con il mondo saldamente borghese da cui Tonio deriva, tanto quanto lo stesso Mann.

Il IV capitolo contenente una lunga e vivace conversazione tra il protagonista e una sua cara amica pittrice rappresenta il fulcro di tutte queste riflessioni tanto delicate quanto fondamentali nella vita del giovane uomo, ormai consapevole dell’impossibilità di una riconciliazione tra spirito borghese e spirito artistico che abitano il suo intimo. È nell’arte che Tonio investe tutta la sua esistenza, nella sofferenza costante di non poter completamente essere come gli “altri”.

Si dedicò tutto alla potenza che gli sembrava la più sublime sulla terra, quella al cui servizio si sentiva chiamato e che gli prometteva grandezza e onori: alla potenza dello spirito e della parola, che regna sorridendo sulla vita inconsapevole e muta. Le si consacrò con giovanile passione ed essa lo ricompensò con tutto ciò che è in suo potere di donare e gli prese spietatamente tutto quello che suole prendere in cambio. Gli acuì lo sguardo e gli fece penetrare il significato delle grandi parole che gonfiano il petto degli uomini, gli dischiuse gli animi degli uomini e il proprio, lo rese chiaroveggente e gli mostrò l’intima essenza del mondo e tutto quello che si cela dietro le parole e le azioni. Ma ciò ch’egli vide fu comicità e miseria – comicità e miseria.

Solo attraverso la letteratura Tonio riesce ad acquietare la sua Sehnsucht, ovvero la terribile nostalgia generata dalla tensione irrefrenabile che percepisce verso il mondo dal quale si sente escluso. Trasuda, da ogni pagina di questo racconto, la potenza che certe forze avverse derivanti da cultura, formazione, famiglia, carattere, società esercitano spesso sull’animo umano; tematiche che in fin dei conti sono sempre attuali, in quanto profondamente radicate in ogni uomo.

 

A cura di Federica Tosadori

 

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