Negli Stati Uniti il malcontento era nell’aria già da un po’ di tempo ormai. Solo nel 2013 sono usciti due film incentrati sui diritti civili dei neri americani, “The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca” e “12 anni schiavo”. Ma i veri scontri iniziano solo ad agosto 2014.

Siamo a Ferguson, in Missouri, un sobborgo di Saint Louis, è il 9 agosto e sono le 11.51, due individui afroamericani, identificati dalla polizia come Michael Brown (18 anni) e Dorian Johnson (22), furono osservati all’interno di un minimarket mentre erano intenti in una rapina violenta. Alle 12.01, l’agente di polizia Darren Wilson, trova i due ragazzi e spara diversi colpi che uccidono Mike Brown, disarmato e presumibilmente innocente.

La sparatoria scatena subito numerosi disordini dovuti in parte alle notizie poco chiare ricevute sulla sparatoria ma soprattutto alle tensioni razziali tra la maggioranza della popolazione nera e il governo di maggioranza bianca e la polizia. Le proteste, sia pacifiche che violente, con atti vandalici e saccheggi, andarono avanti per diverse settimane portando all’istituzione di un coprifuoco.

Tutta la vicenda ricevette una grande attenzione, sia negli Stati Uniti che all’estero e portò l’attenzione della popolazione americana sul rapporto delle forze dell’ordine con gli afroamericani e sulla vera e proprio dottrina dell’uso della forza da parte della polizia.

Si è così incominciato a portare luce anche su altri casi avvenuti nel 2014.

17 luglio 2014, Eric Garner muore a Tompkinsville, un quartiere di Staten Island, New York viene soffocato a morte da un poliziotto per aver venduto delle sigarette non tassate.

4 agosto 2014, John Crawford, 22 anni, viene ucciso da dei colpi di pistola sparati da un agente in un Walmart a Beavercreek, Ohio, perché mentre stava parlando al cellulare aveva casualmente preso dallo scaffale una pistola a pellet e la stava maneggiando.

22 novembre Cleveland, Ohio un ragazzino di 12 anni, Tamir Rice muore. Due agenti Timothy Loehmann e Frank Garmback rispondono ad un dispaccio della polizia che descrive un giovane ragazzo nero che brandisce una pistola verso delle persone in un parco pubblico. I poliziotti reportarono che durante il confronto Tamir Rice allungò una mano verso una pistola nella sua cintura. Loehmann spara due colpi, pochi secondi dopo essere arrivato sulla scena e lo colpisce una volta al petto. Più tardi si scoprì che la tanto temuta pistola non era altro che una replica, una ASG, ovvero una pistola ad aria compressa.


Le proteste stanno mobilitando tutti gli Stati Uniti, ma non hanno ancora raggiunto le dimensioni delle proteste degli anni sessanta e dei movimenti di Martin Luther King e Malcom X. Insomma la maratona iniziata ormai 50 anni fa per ottenere gli stessi diritti civili dei bianchi sembra non avere fine, neanche dopo l’elezione alla presidenza di Barack Obama.

Gli Stati Uniti hanno ancora paura dell’uomo nero. È la xenofobia, la paura del diverso che sia razza, natura, religione, nazionalità, orientamento sessuale o politico ecc. e questa paura porta a discriminazione e intolleranza. L’apoteosi di questo atteggiamento sono i gruppi Neo Nazisti, i Nazi skinhead. Negli Stati Uniti esistono diversi gruppi neo nazisti, il Movimento Nazionale Socialista, NSM, con circa 400 membri in 32 stati è attualmente l’organizzazione neonazista più estesa degli States. La maggioranza di questi gruppi lavora underground, si muovono nell’ombra per poter reclutare e raccogliere fondi senza interferenze.

Nel ’98 esce un film, American History X diretto da Tony Kaye e scritto da David McKenna, con Edward Norton e Edward Furlong che interpretano due fratelli di Venice, Los Angeles, membri del movimento neo nazista.

Danny Vinyard (Edward Furlong) è uno studente del liceo e del movimento neonazista in Venice Beach, California. Murray, il suo professore di storia gli lascia un compito, scrivere un tema su qualsiasi libro che sia legato alla lotta per i diritti umani. Sapendo che Murray è ebreo, Danny scrive il suo tema sul Mein Kampf di Adolf Hitler. Murray vuole farlo espellere ma il preside nero della scuola, Dr. Bob Sweeney si rifiuta ed escogita una soluzione alternativa. Danny lascerà la classe di Murray e studierà la storia e gli eventi attuali con lui in una apposita classe che prenderà il nome di “American History X”. Il primo compito di Danny è di preparare un tema su suo fratello Derek (Edward Norton) un ex leader neonazista, che è appena uscito di prigione dopo aver scontato tre anni per omicidio volontario. Se Danny fallisce nel presentare il tema la mattina successiva sarà espulso.

Da questo momento partono una serie di vignette in cui si alternano i momenti passati condivisi dai due fratelli, e mostrati in bianco e nero, e gli avvenimenti presenti, mostrati a colori: la morte del padre, un pompiere con tendenze razziste che viene ucciso da degli spacciatori neri; il gruppo di supremazia bianca, formato da Derek e Cameron Alexander chiamato D.O.C.; gli anni di Derek passati in carcere dove fa amicizia con un detenuto di colore e riceve le visite di Sweeney (all’epoca suo professore di storia) che gli parla del fratello Danny e del suo coinvolgimento con i nazi skins; il tentativo di Derek, ormai uscito di prigione, di convincere il fratello a lasciare il suo vecchio gruppo D.O.C.

Il film finisce con le parole conclusive scritte da Danny nel suo tema:

“Suppongo che a questo punto dovrò dirle cos’ho imparato. La conclusione, giusto? Be’, la mia conclusione è che l’odio è una palla al piede: la vita è troppo breve per passarla sempre arrabbiati. Non ne vale la pena. Derek dice che bisogna sempre terminare una tesina con una citazione, dice che c’è sempre qualcuno che ha detto una cosa nei migliore dei modi, perciò se non riesci a fare di meglio, ruba da lui e farai la tua figura. Ho scelto una citazione che penso le piaccia: “Non siamo nemici, ma amici. Non dobbiamo essere nemici. Anche se la passione può averci fatto vacillare, non deve rompere i profondi legami del nostro affetto. Le corde mistiche della memoria risuoneranno quando verranno toccate, come se a toccarle fossero i migliori angeli della nostra natura.” (citazione dal primo discorso inaugurale di Abraham Lincoln)

e con queste parole vi lascio anch’io.


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