Trecentocinquantanove vittime di nazionalità africana, nei pressi di Lampedusa. Dichiarato lutto nazionale.

Trentuno vittime italiane, sulle rive dell’isola del Giglio. Grande dispiacere nazionale, ma nessuna bandiera nera mossa dal vento.

Mi sovviene una celebre frase, recitata da mia nonna nelle più svariate occasioni: “Mi raccomando, facciamo una bella figura”. L’Apparire. Questo mostro a tre teste, questo diavolo infuocato che costringe l’umanità ad omologarsi, a rispettare delle regole che, anche se non scritte, rappresentano quello che si può fare o meno. Perché non sta bene presentarsi ad un colloquio di lavoro in pigiama; perché se sei un uomo non puoi sfoggiare una deliziosa gonnellina, men che meno se sei una cinquantenne. I capelli verdi? Fanno ragazza poco seria. Sei invitata alla fatidica cena con i suoceri? Allora dovrai estrarre dall’armadio quell’unico tailleur nero che possiedi, impolverato e pieno di ragnatele, ti pettinerai in modo ordinato e poco appariscente, non oserai dare un tocco di rosso fuoco alle labbra. Perché non si fa, che impressione faresti alla tua “nuova mamma”?

E pensare che al mondo di problemi ce ne sono a iosa. È terribile rendersi conto che “l’abito fa il monaco”, ma non solo nella visione più classica del termine: fate caso a quando in un gruppo di persone, una di queste si distacca dal parere comune; l’individuo in questione sarà da quel momento “schedato” come lo strano, il diverso, “l’artista”. Di solito questa tipologia di uomini incute timore, non sempre la massa riesce a seguire i ragionamenti acuti e intelligenti del suddetto; perciò lo si esula, tendendo oltretutto a sottolineare questa divisione voluta.

“Per farsi dei nemici non è necessario dichiarar guerra, basta dire quel che si pensa” M. Luther King

Battaglie silenziose, infime, che portano l’umanità a contrapporsi in due schieramenti ben distinti: il normale e il diverso. Ciò che non capirò mai, è il motivo per cui si tenda sempre a far vincere la normalità, quando in realtà è l’estro che rende il mondo così stupefacente. Senza Van Gogh, saremmo arrivati all’arte come la conosciamo? Senza  la genialità e la fantasia di Dante, ci immagineremo l’Inferno cosi?

I diversi sono la linfa vitale di questo mondo. Senza uno di essi, non potreste avere in mano un IPhone. Certo, è necessario riporre nel cassetto quelle famose “ regole di presentazione” che tanto decanta mia nonna. Per salvaguardare la genialità di questo mondo, bisogna accettare anche qualche stranezza.

Peccato che il Bel Paese non ne sia stato in grado… che scarsità di animo avremmo  dimostrato, a confronto degli altri stati europei, senza varare il lutto italiano per quelle povere vittime africane morte in mare?

I panni sporchi meglio lavarli in famiglia. Che figura avremmo fatto a dichiarare un lutto per i nostri compaesani annegati dopo il naufragio della Costa Concordia?

Chiara Soldan

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