Perdonare non è cosa semplice, anzi, spesso risulta complicato, a volte quasi impossibile.

Gli uomini godono nel far torto agli altri, forse si tratta di un modo per affermare la propria forza sul prossimo, oppure per sfogare l’istinto conflittuale che risiede in ognuno di noi.

In occidente, oggi, si tende ad applicare questo comportamento in materia di perdono:

Se la malefatta ricevuta è di natura incidentale allora la vittima deve condonare il rancore. Nel caso non avvenga l’immediato condono la vittima sarà soggetta a pressioni sociali crescenti, fino a perdono avvenuto;
Se la malefatta ricevuta è di natura volontaria ma senza premeditazione, la vittima potrà evitare il condono fino al percepimento delle scuse dell’artefice. La pressione sociale sarà postuma le scuse e sarà inversamente proporzionale rispetto al danno subito;
Se la malefatta subita è di natura volontaria e premeditata, la vittima non potrà in nessun caso perdonare l’artefice. Nel caso in cui il perdono avvenga nonostante la premeditazione, la vittima subirà pressioni sociali sino all’elisione dei rapporti con il carnefice.”

Come abbiamo visto, il codice sociale legifera ampliamente in materia di perdono e non è infatti raro che a causa di questo si originino i cosiddetti falsi-perdoni.
Si stima che oggi i falsi-perdoni siano quasi il 50% di quelli reali. Un dato preoccupante che ci ha spinti ad intervistare uno dei più noti falsi-perdonisti della storia.

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” Sig. Wilde, secondo lei qual è l’atteggiamento migliore da tenere in materia di perdono, oggi?”
O. Wilde: “ A tavola perdonerei chiunque. Anche i miei parenti.”

“ Riguardo i soggetti recidivi, quale comportamento adottare?”
O. Wilde: “Perdona sempre i tuoi nemici. Nulla li fa arrabbiare di più.”

“Oltre al torto preterintenzionale, c’è altro di imperdonabile? Quali sono i soggetti che non conoscono perdono?”
O. Wilde: “La società perdona spesso il delinquente, non perdona mai il sognatore. Inoltre aggiungerei che i figli iniziano amando i loro genitori, in seguito li giudicano. Raramente, se non mai, li perdonano.”

Ringraziamo infinitamente il Sig. Wilde per il  tempo che ci ha dedicato.

Come è emerso dall’intervista, i perdoni sociali, atti ad infastidire il prossimo, sono cosa nota da tempo. Seppur  in aumento dato lo spinto individualismo che ci porta ad evitare noie sociali privilegiando un comportamento “di facciata”, il falso perdono fa parte della nostra società da millenni.
Non dimentichiamo infatti Sodoma e Gomorra, Babele, Las Vegas, grandi città che sono rimaste nella storia per il loro enorme contributo.

Dunque ricordate, cari lettori, non perdonate perché ve la sentite, fatelo perché  conviene!

 Andrea Bellandi