L’uomo da sempre utilizza se stesso come metro di paragone di ogni cosa e così facendo concepisce persino l’immenso ed infinito universo come entità a cui applicare gli stessi principi che regolano la propria società, tendendo anche a personificare le forze cosmiche. Queste, secondo l’antropologo Wallace Stevens, vengono identificate in alcune categorie minime, come la preghiera, la musica, il mana, i banchetti ed il tabù.

Il concetto di tabù, che trova la sua origine nella cultura polinesiana, si esprime nella proibizione di un’azione o nella pronuncia di parole nell’ambito di un contesto considerato sacro e proibito.

Si riconoscono come tabù anche persone ed oggetti che non si possono toccare, sulla base della credenza che il loro potere cosmico svanisca se toccato o che possa nuocere a chi lo tocca.

È evidente che non esistono tabù universali, essendo quello religioso ed ancor prima quello magico contesti estremamente vari e diversificati; le proibizioni relative ai tabù all’interno di un contesto sociale possono esprimersi tramite la semplice vergogna fino ad essere oggetto di sanzioni da parte della legge, attraverso pene anche molto severe.

È possibile individuare diversi ambiti in cui tali proibizioni si rendono evidenti, in primo luogo vi è quello sessuale, probabilmente il più discusso.

L’incesto è sicuramente uno dei tabù che suscita più imbarazzo nel credere comune e per questo anche il più condannato da parte delle religioni storiche. L’antropologo Claude Lèvi-Strauss affrontò nei suoi studi l’argomento, individuando nella proibizione dell’incesto il passaggio dallo stato di natura ad una società organizzata.

In ambito biologico non esiste nulla che dimostri la dannosità dell’accoppiamento tra consanguinei, salvo in caso di tare ereditarie, per cui un difetto congenito potrebbe essere trasmesso alle generazioni successive, ma se invece il codice omozigote dei genitori è sano diminuirebbe la frequenza di una malformazione.

Escluso quindi l’ambito biologico il tabù si viene a configurare in ambito culturale, in quanto intendendo il matrimonio come uno scambio è ovvio che questo avvenga tra gruppi diversi, in favore anche di un ricambio socio-economico.

Uno dei casi più famosi in cui la legge ha dovuto esprimersi si è verificato in Germania nel 2008: i protagonisti sono Patrick S. e Susan K., nati dagli stessi genitori ma cresciuti separatamente, ricongiuntisi poi nel 2000; tra i due nasce l’amore, nonché quattro figli. I due sono stati dichiarati colpevoli di incesto dalla Corte di Karlsruhe, che ha stabilito l’arresto di lui e l’assistenza sociale per lei.

Chi sostiene la legge contro l’incesto si è espresso a favore della norma solo nel caso in cui questo riguardi genitori che abusano dei figli, in quanto nel caso di due fratelli adulti entrambi consenzienti non esistono ragioni sociali sufficientemente forti a garantirne il mantenimento, se non la difesa di un tabù sulla base di principi morali contrari alla libertà sessuale.

Credits:

Rene Magritte, Les Amants, 1928; Paris, France

Roberta Di Cio

Fonti:

Annemberg Learner, Wallace Stevens, Annenberg Foundation 2016

Lévi-Strauss. Fuori di sé, A cura di Marino Niola. Quodlibet. ed. 2008