Navigando in internet possiamo trovare letteralmente un universo di informazioni sulla prostituzione. Digitando “escort site” la prima pagina che visualizziamo offre gratuitamente la possibilità di creare un sito nel settore, la pubblicità dice: “fornisce tutto il necessario per iniziare, correre, crescere e commercializzare il proprio sito di escort di successo”.

Qualche tempo fa cercando su youtube “amsterdam quartiere a luci rosse” il primo video proposto mostrava 5 ragazze in 5 vetrine che ballano un pezzo di musica dubstep . La scritta che appare alla fine del video dice:” ogni anno, a migliaia di donne viene  promessa una carriera di danza in Europa occidentale. purtroppo, finiscono qui.”
Sempre su youtube possiamo trovare interviste a prostitute ed escort, video denuncia e videodocumentari sul lavoro di escort. È il caso di “escortfruit” , che propone sei video dal titolo “vita da escort” i quali lasciano spazio alle parole di ragazze e donne (alcune sposate e con marito consenziente) molto soddisfatte del loro lavoro. Alcune si dicono addirittura rinate. Pagamenti che variano dalle 110 alle 300 sterline all’ora, viaggi in giro per il mondo, cene ed infine prestazioni sessuali.

È interessante come venga alla luce con una semplice ricerca la differenza sostanziale tra prostituta ed escort. La prostituta  pare costretta a fare il suo lavoro da necessità economiche, lavora per strada e il più delle volte ha un “protettore” o “leonino” che è costretta a pagare con la maggior parte del denaro che guadagna.  La escort invece sceglie di vendere il suo corpo perché è remunerativo, stimolante, appagante.

Klauscondicio” posta su youtube un’intervista a Carla Corso, presidentessa del CDCP (comitato per i diritti civili delle prostitute) la quale racconta di come il mercato della prostituzione sia in crisi a causa della concorrenza  web, delle straniere, delle studentesse e delle casalinghe che fornendo lo stesso servizio alzano l’offerta con un conseguente abbassamento dei prezzi.  Sono proprio queste ultime a destare preoccupazione nella presidentessa perché “non ce la fanno a mettere insieme il pranzo con la cena e quindi si arrabattano come possono” . Una volta la casalinga in crisi arrotondava facendo le pulizie, adesso non essendoci più neanche questo mercato la prostituzione casalinga è in aumento. La Corso prosegue:“questo mi pare più preoccupante perché  non se lo scelgono, ed è in qualche modo una cosa imposta, no?” .

Una soluzione sarebbe, secondo la presidentessa, quella di dedicare alla prostituzione delle zone delle città per dare quantomeno alle prostitute la possibilità di lavorare in un luogo diverso dalla strada.

Insomma la stessa soluzione  adottata nei Paesi Bassi, che potrebbe dare la possibilità alle prostitute di fare un “salto di qualità” e passare dalla strada alle case chiuse vendendo come libere professioniste i propri servizi e limitando di fatto la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili.

In ultimo, da citare una video/intervista ad una prostituta minorenne che offre i suoi servizi per ricariche telefoniche e vestiti di marca e che pare stia mettendo via i soldi per comprarsi l’iphone. La frase che più colpisce :“ma poi, appunto, perché magari ti senti già… non proprio, diciamo,  benestante in generale… poi, per di più con la crisi… uno si… si deve arrangiare in qualche modo no?”

Il lavoro più antico del mondo non si fermerà davanti a niente e forse varrebbe la pena di legiferare a riguardo regolamentandolo in modo da rendere la prostituzione un lavoro dignitoso e non una piaga sociale.

Andrea Bellandi