di Manuel Cristofaro

Invecchiare non piace a nessuno, ma è una cosa inevitabile. Attenzione però. Bisogna fare differenziare il “diventare grandi” dall’invecchiare. Quando si diventa grandi cambiano tante cose. Si diventa più maturi, più responsabili e iniziano a gravare su di te cose che prima non ti tangevano minimamente. Ma diventare grandi non a tutti fa paura, anzi molti non vedono l’ora e altri piace proprio. Invecchiare fa paura. Il primo vero segno di invecchiamento sono gli inevitabili inestetismi della pelle. Rughe, zampe di gallina e pelle penzolante combattute peggio di una crociata, ma alla fine hanno sempre la meglio loro.

Un altro segno che gli anni iniziano ad essere tanti, ci viene dato dal nostro corpo. I primi acciacchi sono dietro l’angolo e non tardano a farci capire che il fiore dei nostri anni è ormai bello che passato, più precisamente seccato come la nostra pelle. Alla mattina non ci sono più solo la tazza e la brioches a darti il buongiorno, ma il tuo tavolo sembra il banco di un farmacista appena ripopolato da una nuova consegna.

invecchiare

Fosse solo questo il problema. Invecchiando ciò che ci distrugge veramente è quello che non vediamo e non sentiamo. Ognuno ha il proprio carattere che con il variare di alcuni fattori, come appunto il tempo, si smussa e si modifica. Invecchiando puntualmente diventiamo pesanti e petulanti. Qualsiasi cosa ci innervosisce, diventiamo più ansiosi e non facciamo altro che far ricadere questa situazione sui poveri giovani che ci stanno intorno. Attenzione però. Il carattere nel tempo non si modifica a caso. Si modifica come si deve modificare. Sarò più chiaro: i geni che ci vengono tramandati dai nostri genitori sono il parte uguali ai loro, quindi non si scappa. Diventiamo come i nostri genitori.

A te che leggi, che ti lamenti tanto che i tuoi genitori ti stanno addosso, che sono pesanti e che ti fanno girare i maroni a elica, sappi che non hai scampo. Hai davanti a uno specchio temporale, non fai altro che guardarti nel futuro.

Auguri.