Una nuova malattia è in circolazione: si chiama FOMO e ne sono afflitti milioni di persone in tutto il mondo. La buona notizia? Non è letale. La cattiva? È impossibile da curare.

L’acronimo è stato usato per la prima volta pochi anni fa da uno scienziato sociale dell’Università di Oxford, Andrew Przybybski, che spiega così questo disordine psicologico causato dall’abuso della tecnologia: “La FOMO è la forza che guida l’uso dei social network. I livelli di FOMO sono più alti nelle persone giovani e in particolare negli individui di sesso maschile e sono influenzati dalle circostanze sociali. Bassi livelli di considerazione della propria vita coincidono con alti livelli FOMO.”

Una forma d’ansia, d’inquietudine, insoddisfazione e irritazione che tormenta il 75 % di chi possiede tablet, smartphone, i-pad e similari.

Nei giorni nostri non importa più se siamo a una festa, in vacanza, se stiamo studiando o abbiamo appena passato un esame; ciò che conta realmente è farlo sapere a tutti nella rete. Facciamo post, tag, foto con o senza amici, siamo talmente preoccupati di far vedere al mondo virtuale che abbiamo una vita sociale che ci dimentichiamo di viverla.

Tranquilli! Guarire si può: basta eliminare il problema alla radice. Se la “paura di essere tagliati fuori” scaturisce dall’eccessivo uso della tecnologia, ciò che occorre è ritrovare l’equilibrio nell’uso dei social network.

In America, l’account di twitter @FOMO, cerca di supportare chi soffre di questo problema, mettendo a disposizione più di 140 caratteri di consulenza online.

In Italia, purtroppo o per fortuna, ricerche specifiche in questo campo non esistono. Ciò non vuol dire che il disagio non esista. Importante è prevenire. Ogni tanto impariamo a staccare la spina dai nostri apparecchi ultra tecnologici: la lettura di un buon libro, la visione di un film, un’uscita al bar con gli amici, proviamo a fare tutto ciò senza l’ossessione di un “mi piace” in più.

di Federica Premi