Di Valeria Pacileo

Di certo non è una cosa nuova, non sto per scoprire l’acqua calda, ma l’unica certezza che ho è che si tratta di una moda che sta tornando. Sì perché bene o male è capitato a tutte, o capiterà, di dover affrontare questo tema alquanto oscuro.

Scena tipo: tu e il tuo lui. Vi state scambiando le solite effusioni meravigliose, ti senti tranquilla; ormai vi conoscete. Lui ti bacia il collo, inizia a toccarti i seni, l’addome… e ad un certo punto ti rendi conto che forse il caro ragazzo inizia a perdere la bussola. E scende verso Sud. Panico. Cerchi di muoverti per portarlo sulla retta via, ma non demorde. Quindi decidi di affrontarlo. Se sei una donna media lo guarderai con occhi allucinati probabilmente urlandogli “Non ci pensare nemmeno!”. Qualcuna gli dirà “Porco!”. Lui vi dirà sicuramente una delle seguenti frasi. “Ops, scusa ho sbagliato mira tesoro!”, oppure “Dai stiamo insieme da un po’, in fondo NON FA COSI’ MALE” , come se lo avessero provato di persona, i peggiori a mio parere.

Il 25% delle donne lo hanno provato ma solo il 10% dice di aver davvero provato piacere. Sicuramente la sodomia, o comunque la stimolazione dell’ano, è un tabù dovuto a credo religioso, chiusura, vergogna. Le donne hanno pensieri decisamente diversi a riguardo; c’è chi si rifiuta categoricamente perché lo trova decisamente anti-igienico o doloroso; quella che un po’ ci pensa e un po’ non se la sente; quella che lo prova ma non lo ripete; chi lo concede come regalo di compleanno (decisamente economico!) al partner; e infine la donna che proprio lo pratica da veterana convinta.

Probabilmente è un atto più intimo di quello vaginale, proprio perché viene concesso solo se c’è chimica e fiducia. Si tratta di quella parte del corpo che di solito celiamo, nascondiamo, di cui ci vergogniamo, per cui concederla comporta un abbandono e un senso estremo di libertà. E questi non sono di certo “sinonimi di prevaricazione.”

Voglio finire con una citazione di De Sade (sicuramente intenditore del tema), ricordando che l’amore è bello se vissuto in libertà.

“L’introduzione del membro nell’ano procura un piacere incontestabilmente superiore a quanto ne procura la stessa introduzione nel davanti, inoltre quanti pericoli si evitano; meno rischi per la salute e nessuno per la gravidanza; una fanciulla giudiziosa non deve preoccuparsi che di godere, mai di generare. Ecco perché, di tutti i piaceri, il sesso anale è quello da preferire” (De Sade).


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