Di Andrea Ancarani

Tutti abbiamo sentito parlare di Bitcoin, di miners, ma forse non tutti sanno come funziona questa criptovaluta e come si riproduce e diffonde.

La caratteristica principale del BC è di non avere una banca centrale, quindi un organismo che ne regola la diffusione e la quantità, ma di essere completamente libero di essere creato e utilizzato.

Altra caratteristica fondamentale è la totale astrattezza del BC. Infatti, non esiste una banca o un luogo fisico dove si possa ritirare o depositare Bitcoins, tutto avviene attraverso la rete e tutto rimane interno alla rete e totalmente virtuale. Sono, al contrario, molto fisici gli oggetti che si possono acquistare con il BC infatti, questa criptovaluta nasce come mezzo di transazioni commerciali on-line e, quindi, puo’ convertirsi in un valore tangibile solo quando si acquista o quando la si converte in moneta nazionale. Infatti il BC nasce in totale difformità dalle monete tradizionali dal momento che è composta da una stringa di codici crittografati e non da carta di cotone e filigrana.

Inoltre il BC puo’ essere creato da chiunque ne abbia le capacità tecniche, infatti la fonte è open source, distinguendosi così definitivamente dalle banche centrali, uniche istituzioni che possono stampare moneta. Tuttavia il creatore del BC Craig Wright, prima conosciuto sotto le pseudonimo di Satoshi Nakamoto, ha fatto sì che si potessero creare fino a 21 milioni di BC. Ad oggi si stima siano in circolazione circa 15,5 milioni che, con il valore di circa 100 dollari a BC, valgono cica 15,5miliardi di dollari.

Dal momento della sua creazione (2008), il Bitcoin si è diffuso enormemente diventando mezzo di pagamento comune per servizi (come i taxi), merci o altre valute. Le transazioni in BC sono sempre più utilizzate anche in virtù dell’anonimato e della sicurezza della valuta resa dall’utilizzo della blockchain technology. Questa, inventata e diffusa in parallela con il Bitcoin, “è un registro transnazionale sicuro, condiviso da tutte le parti che operano all’interno di una data rete distribuita di computer. Registra e archivia tutte le transazioni che avvengono all’interno della rete, eliminando in definitiva la necessità di terze parti “fidate”” (Reply).

Il nome blockchain rimanda a una rete concatenata di server su cui rimbalzano i dati della transazione venendo registrati e inviati al prossimo “blocco” appunto. Il tutto rende la transazione sicura, pubblica e assolutamente gratuita, eliminando gli intermediari e i cambiavalute. Ovviamente non è tutto oro quel che luccica, ed è evidente oggi come il Bitcoin sia stato, ed è utilizzato, per innumerevoli attività illegali specialmente legate al Deep Web, o per il riciclaggio di denaro grazie alla completa astrattezza, sicurezza e anonimato.

Tuttavia la blockchain technology non è limitata al Bitcoin e ad oggi sono tantissime le banche e player come Visa e MasterCard che hanno cominciato a studiare la tecnologia e a pensare possibili utilizzi data la semplicità, la velocità, la sicurezza e la gratuità della “catena a blocchi”.

Le applicazioni della blockchain sono enormi e presto coinvolgeranno i mercati finanziari, le aziende di credito e perfino il catasto. Il recente studio “State of Bitcoin and Blockchain 2016” stila una classifica delle aree su cui si pensa sarà maggiore l’impatto della blockchain:

guida la finanza (77%), seguita da identità (54%) e titoli di proprietà (38%); appaiate al 23% la comunicazione tra oggetti e machine to machine e i casi di coordinamento decentrato (La Stampa, 29/02/2016).

Presto per comprare una casa non dovremo ricorrere al notaio e ogni transazione sarà pubblica, sicura e gratuita: la rete garantisce.

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