La Guida Galattica per Autostoppisti di Douglas Adams non è soltanto un libro  divertente, ma acuto: le risate che fa fare sono, in un certo senso, amare, perché prendono in giro tutti i difetti che affliggono la razza umana.

Non si può non rimanere di sasso quando si scopre che in verità la Terra è un computer creato da topi per scoprire la Domanda Fondamentale sulla vita, l’Universo e tutto quanto dopo che, milioni di anni prima, erano già giunti alla risposta (42, se ve lo state chiedendo); ma allo stesso tempo non si può non rimanere colpiti dalla superbia dell’Uomo, che per anni non ha mai neanche minimamente pensato di essere solo un mezzo di esserini tanto piccoli considerati anche molto stupidi.
Per quanto il tomo sia così vasto, per quanto si tocchino mille e mille situazioni, si ha per tutto il tempo l’impressione che Douglas Adams abbia scelto ogni cosa con estrema precisione, senza lasciare mai niente al caso. L’idea di pianeti su misura, di due razzi che si trasformano in un vaso e in una balena, degli esseri brutti brutti che torturano leggendo le loro poesie: sembra come se tutto sia al posto giusto, che niente sia di troppo.
L’autore ha uno stile che si può definire “British”, quella particolarmente capacità di raccontare le cose più assurde, con il tono più colloquiale e tranquillo di sempre, come se si stesse parlando di un’uscita per andare a fare la spesa. Si ritrova un briciolo di Tolkien ne Lo Hobbit in questo libro, anche se parlano di cose completamente diverse.
Lo si legge con curiosità, passando per un poco per scemi probabilmente, visto che non ci si può trattenere dal ridere come bambini mentre si sfogliano le pagine. Si riflette leggendo questo romanzo, ma si sorride anche e queste sono le due grandi caratteristiche che un libro deve avere. Non si potrebbe scrivere niente di più sensato, semplicemente… è un libro BELLO che insegna molte cose come ad esempio:
a) portare sempre un asciugamano con sè, d’ora in avanti.
b) 42. Sia mai che qualcuno scopra la risposta e decida di condividerla
c) Don’t panic. Che sia il vostro motto d’ora in avanti!
A chi lo si consiglia? A chi sa cogliere l’ironia nelle cose più strane, a chi vuole leggere qualcosa di particolare, ed a chi adora un po’ il nonsense!

 

 

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