Popolo stronzo, popolino infame,
Popolo scaltro, coglione e gabbato,
Nobile appari, popolo frustrato,
Nella miseria degli anni di fame.

E quando, invece, sguazzi nel ciarpame
Ritorni grigio, popolo impiegato
Nella parte dell’eroe, o del minorato:
Specchio, specchio del giusto e delle brame!

Ora sei re, ma senza la corona,
Senza parola, e pure senza scettro
E senza faccia per il tuo denaro.

Solo doglianze, nella reggia, suona
Un menestrello che s’è perso il plettro
Nel darti retta, popolino avaro!

 

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