17 novembre 2018

Siana e il viaggio

Siana e il viaggio

Dal primo al 9 luglio 2016, presso la galleria Artepassante della stazione Repubblica di Milano, è stato possibile osservare i capolavori di Siana, artista francese con la passione per la novità e il viaggio. Conosciamo insieme, e più a fondo, questa pittrice.

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Ciao Siana, descrivi brevemente chi sei

Sono una ragazza di 26 anni, che dedica la maggior parte del suo tempo alla pittura, passione nata da circa 6 anni. Sono di origine francese e vivo a Milano dal 2011. Presento oggi una mostra personale sul tema del viaggio incentrata su una serie di lavori sui marinai.. Nell’“Invitation au voyage”, presento anche qualche lavoro di questi tre ultimi anni, scelti apposta per creare un ambiente ed un universo particolare.

 Come è nata la tua passione per l’arte? 

Da sempre ho avuto la passione per l’arte, e sapevo che sarebbe divenuta la mia strada. A 10 anni mi iniziai ad interessarmi di fotografia, e ancora oggi è una passione che coltivo, in parallelo alla passione per il teatro. Il mio sogno era di diventare regista, ed ho quindi studiato in quel campo fino al 2010, praticando nel frattempo graffiti. Nel 2010, ho preso per prima volta un pennello in mano, e da quel giorno ho deciso di mettere tutto da parte per sviluppare questa pratica artistica.

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La tua mostra è un chiaro invito a viaggiare. Come concepisci il viaggio? Perché l’uomo dovrebbe viaggiare secondo te? 
Il viaggio è prima di tutto un modo per rompere con le abitudini, per sviluppare uno sguardo differente, talvolta critico, sulla propria persona, sulla propria cultura.
Quando si viaggia, si rompono i pregiudizi, si creano amicizie improbabili, e nascono spesso delle situazioni molto forti. I viaggi sono degli incontri con un altro sé che non è imprigionato dietro le sbarre del quotidiano, che si sorprende, che si permette di pensare diversamente e di vivere delle cose che non avrebbe mai immaginato prima. Insomma, viaggiare fa crescere.
 So che ti sperimenti molto sui ritratti. Perché questa scelta?
 
I visi mi hanno sempre affascinata perché possono esprimere tante cose diverse.
Il ritratto è per me il miglior modo di raccontare una storia, di fissare un’emozione, un incontro o un momento importante attraverso il tempo. Non faccio mai un ritratto a caso, ognuno contiene una storia personale dietro. I miei ritratti sono come le pagine di un giornale.
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Ami sperimentare diverse tecniche, sembra che la monotonia ti annoi. Sei alla ricerca di nuovi orizzonti. Spiegaci meglio questa tua filosofia di vita.
Questa mostra tratta di viaggi, perché presenta anche sul piano tecnico, degli orizzonti diversi, non si tratta di monotonia ma di prendere la vita come viene; sempre in cambiamento. Non mi piace tanto la parola “tecnica” perché la pittura non è artigianato. La tecnica nasce da sola, dal profondo di noi, e comprende anche degli aspetti diversi, e dei rinnovamenti continui.
Mi piace aver sempre qualcosa da scoprire e quindi provare nuovi materiali o semplicemente nuovi supporti. Penso che la creatività aumenti quando ti trovi in un momento in cui devi superare una difficoltà. Con l’esperienza ho anche potuto constatare che quando hai poco materiale sotto mano, escono spesso le più belle cose.
Quanto è importante l’arte secondo te? Cosa ti senti di consigliare a coloro che vogliono vivere di questa?
 

 L’arte è un mezzo per comunicare le emozioni. È un linguaggio che non ha bisogno di parole, ne di spiegazioni, ne di ragione. Esiste perché ne abbiamo bisogno. Volere viverne è un altra cosa, perché ci metti tutto, necessita una perseveranza costante. È una strada fatta di salite e di discese, di dubbi e di sacrifici, ma anche di momenti meravigliosi che solo questa strada è capace di portare. L’unica cosa che posso consigliare è di fare quello che piace, di amare quello che si fa, andando sempre avanti. Non vedo altre regole più importanti.

 

incontro con la morte

L’INVITATION AU VOYAGE

Il viaggio ha mille visi,

mille emozione,

mille sfaccettature.

C’è il viaggio in cui sogniamo,

e quello che intraprendiamo,

Il viaggio che lasciamo passare,

e quello di cui le onde ci sommergono,

a volte.

Come un attimo perso nello spazio e il tempo,

Un momento tra questo, e il successivo,

ma chi misteriosamente,

ci marchia per sempre.

Una seria di ritratti che parla di viaggi in capo al mondo,

e di viaggi in fondo di sé,

di sogni d’evasione, d’attesa di un ritorno,

di marinai, di avventura, a volte di passione

qualche volte di rimpianti.

Come il giornale di un pezzo di esistenza,

dato che la vita è prima di tutto un viaggio.

E che non esiste una verità,

ma solo delle storie.

Siana

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