di Federico Lucrezi

Se c’è qualcuno che proprio non ha bisogno di presentazioni quello è Bruce Springsteen. Il Boss. Il più grande live performer di tutti i tempi.

Dopo mesi di rumors rincorsi sul web finalmente l’annuncio del tour a supporto di The Ties That Bind: The River Collection, il cofanetto uscito lo scorso dicembre con la ristampa del doppio vinile The River (1980) corredato tra l’altro da una ventina di outtakes, alcune straordinariamente belle, risalenti al periodo di The River. In quegli anni per scrivere un disco Bruce componeva decine e decine di pezzi: tra ciò che non finiva sui dichi si nascondono perle incredibili che valgono da sole buona parte delle discografie di tanti artisti o presunti tali. Ma il Boss è il Boss e se ne potrebbe parlare per ore.

Tre date italiane: Milano il 3 e il 5 luglio, Roma il 16. Nella scala del calcio sono le serate numero 6 e 7 dopo lo storico concerto del 1985 e poi 2003, 2008, 2012 e 2013. Un rapporto speciale quello tra il Boss e Milano, insieme a Barcellona la città in cui Bruce dà sempre il meglio.

Fino alla mattina del 3 luglio il popolo di Springsteen era diviso tra chi avrebbe preferito l’esecuzione integrale dei pezzi di The River, come proposto nella leg americana del tour e chi ha accolto da subito con favore la scelta di Bruce di interrompere l’esecuzione full album nei concerti europei, in favore della totale imprevedibilità delle scalette che hanno sempre caratterizzato l’attività live del Boss.

Due giorni dopo non esisteva uno solo dei possessori dei 120.000 biglietti venduti per le due date milanesi che potesse dirsi insoddisfatto. Quello che è accaduto nella scala del calcio le notti del 3 e 5 luglio rimarrà impresso per sempre nei ricordi di chi ha avuto la fortuna di esserci.

Due concerti perfettamente complementari che hanno fatto la fortuna di chi ha fatto doppietta presenziando ad entrambe le date.

Sono le 17.00 di Domenica, le prime centinaia di fan sono già nello stadio, cercando di ingannare il tempo per le ore che mancano all’inizio del concerto.

“Ciao!”

Un boato.

Bruce, chitarra acustica e occhiali da sole sale sul palco per regalare ai primi arrivati una splendida versione acustica di Growin Up. Il primo pre show del tour è tutto per Milano. Le premesse ci sono. La serata sarà lunga.

San Siro è caldo, strapieno. All’ingresso di Bruce sul palco sulle note di Ennio Morricone dagli spalti si va disegnando la spettacolare coreografia preparata dai ragazzi di Our Love Is Real, già autori della bellissima coreografia del concerto del 2013. Ma questa volta si sono superati. L’espressione di Bruce illuminata davanti a questo spettacolo è impagabile. Poi è Land Of Hope And Dreams a dare inizio alle danze.

Dreams are alive tonite. I sogni sono vivi stanotte.

E sono vivi davvero! Dopo 3 ore e 45 minuti i pezzi suonati sono 35, con ben 14 brani da The River: la sequenza The River e Point Blank vale il prezzo del biglietto e Drive All Night è da brividi.

E poi tante, tantisssime perle: Jungleland per cominciare gli encore, una travolgente Lucille di Little Richard improvvisata al momento e una Because The Night su cui l’assolo di Nils Lofgren infiamma lo stadio.

Bruce è in una forma strepitosa, la band nella sua formazione originaria priva della sezione di fiati e dei coristi degli ultimi tour, non è da meno. Il concerto finisce con un’infinita cover di Shout, portata al successo degli Isley Brother, quindi, come di consueto, è Bruce da solo sul palco con chitarra e armonica a salutare il pubblico con una toccante versione acustica di Thunder Road, il capolavoro del Boss nonché uno dei brani più belli mai scritti. Sono in 60.000 a cantare con Bruce. Non esiste finale migliore.

Non si fa in tempo a riprendersi dalle mille emozioni di una notte indimenticabile ed è di nuovo San Siro. È di nuovo Bruce Springsteen.

L’apertura questa volta è affidta a Meet Me In The City, singolo del confanetto che ha aperto le date americane salvo poi scomparire nell’Atlantico e non essere più suonata in Europa. Fino a oggi. Fino a Milano. E anche questa serata parte col botto e promette bene.

Se possibile Bruce è ancora più energico di due sere prima, una voce in stato di grazia e una scaletta pazzesca.

Meno pezzi da The River, anche se in scaletta trova spazio la splendida The Price You Pay, alla sua prima esecuzione in Italia, e spazio a Darkness On The Edge Of Town (1978). Springsteen è ispirato e inanella un assolo dopo l’altro incendiando San Siro.

Roulette, Fire, Rosalita, Something In The Night, Mary’s Place, Backstreets. La scaletta è talmente piena di rarità che la seconda serata è ampiamente al livello della prima. E dato il concerto perfetto andato in scena due giorni prima non era scontato.

La chiusura, ancora una volta in acustico, regala a San Siro ormai in delirio da ore una bellissima This Hard Land, chitarra e armonica.

 

Ancora una volta Milano, ancora una volta abbiamo dimostrato che OUR LOVE IS REAL, che l’amore tra Bruce e la città va al di là delle solite frasi fatte da rockstar e probabilmente non si può capire nemmeno fino in fondo se non si ha mai assistito a un concerto di Bruce Springsteen a San Siro.

E quando the best audience in the World incontra il più grande rocker di tutti i tempi non può che essere magia. Dreams are alive tonite. Per due serate indimenticabili. Per tutta la vita nei ricordi indelebili dei 120.000 di San Siro.

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Scaletta 3/7/2016

Growin’ Up (acoustic pre show)
Land Of Hope And Dreams
The Ties That Bind
Sherry Darling
Spirit In The Night
My Love Will Not Let You Down
Jackson Cage
Two Hearts
Independence Day
Hungry Heart
Out In The Street
Crush On You
Lucille
You Can Look (But You Better Not Touch)
Death To My Hometown
The River
Point Blank
Trapped (Jimmy Cliff cover)
The Promised Land
I’m A Rocker
Lucky Town
Working On The Highway
Darlington County
I’m On Fire
Drive All Night
Because The Night (Patti Smith cover)
The Rising
Badlands

Jungleland
Born In The U.S.A.
Born To Run
Ramrod
Dancing In The Dark
Tenth Avenue Freeze-Out
Shout (The Isley Brothers cover)

Thunder Road

Scaletta 5/7/2016

Meet Me In The City
Prove It All Night
Roulette
The Ties That Bind
Sherry Darling
Spirit In The Night
Rosalita (Come Out Tonight)
Fire
Something In The Night
Hungry Heart
Out In The Street
Mary’s Place
Death To My Hometown
The River
Racing In The Street
Cadillac Ranch
The Promised Land
I’m A Rocker
Lonesome Day
Darlington County
The Price You Pay
Because The Night
Streets Of Fire
The Rising
Badlands

Backstreets
Born To Run
Seven Nights To Rock
Dancing In The Dark
Tenth Avenue Freeze-Out
Shout

Bobby Jean

This Hard Land


Images: copertina