Accade facilmente che nelle società si creino delle convinzioni, delle credenze e dei tabù che ci fanno finire per condannare cose umane e normali come sbagliate.

L’ esempio più eclatante? Il tabù che per noi rappresenta il sesso.

Nelle civiltà antiche il sesso era visto per quello che è: una cosa assolutamente naturale, un istinto che porta a soddisfare un altrettanto naturale bisogno del corpo, come la fame il sonno e tutti gli altri. Non aveva accezioni negative, non era rivestito di pregiudizi e condanne;  questo permetteva alle persone di viverlo nella sua semplicità. Presso i popoli del mondo antico, ad esempio tra gli antichi romani, si ipotizza che vigesse la “licenza sessuale illimitata”, la facoltà e la possibilità di praticare liberamente il sesso.

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Qualche secolo fa, con il consolidamento dell’istituzione della Chiesa cristiana e l’ affermazione sempre più ferrea dei suoi sempre più ferrei precetti, della condanna del piacere, disegnato come peccato, l’ inclinazione alla soddisfazione dei bisogni fisiologici ha iniziato ad assumere un significato negativo e di debolezza, le inclinazioni hanno iniziato ad essere sottoposte ad un severo giudizio e poi, si sa, da cosa nasce cosa, si è consolidata una cortina di disprezzo, condanna e luoghi comuni a rivestire una cosa semplice, umana e, soprattutto, naturale.

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Il medioevo è finito da un pezzo, eppure le cose non sono cambiate, se non solo superficialmente e, sotto ad una falsa ed ostentata emancipazione di facciata, continuiamo a portare avanti un mega pregiudizio e a trattare il sesso come un tabù. Continuiamo ad alimentare questo fuoco creando e rafforzando i luoghi comuni che gli stanno intorno: una donna che ha tante relazioni è una facile, un uomo che ha tante donne non è uno stronzo, tanto per dirne una banale.

E’ un tabù anche solo come argomento. Non se ne parla mai davvero apertamente. Un sacco di persone diventano paonazze solo sentir pronunciare la parola sesso durante una conversazione, un sacco di persone non pronuncerebbero mai la parola sesso se non in un contesto molto confidenziale.

Tutto questo perché, anche se ci sforziamo di essere “moderni”, di voler dimostrare che siamo andati oltre ai pregiudizi, gli siamo ancora decisamente vincolati e ancorati, non siamo ancora in grado di liberarci dei semi del nostro retaggio culturale.

Un passo avanti sarebbe smetterla di ostentare una fasulla emancipazione e provare a consolidarne una vera, guardando la cosa semplicemente con un pizzico di naturalezza.

Credits: copertina, im1, im2