Elencare le innumerevoli problematiche del sistema scolastico italiano sarebbe veramente un’impresa. Per evitare di cadere in sproloqui ho deciso di affrontare un tema specifico ovvero come l’intelligenza è analizzata nelle scuole e i danni che questa analisi, spesso poco accurata, può recare ai ragazzi.

Nella maggior parte degli edifici scolastici per mancanza d’iniziativa, di tempo, per assenza di fondi o per motivi vari non si riesce più a dare spazio ad attività “extracurriculari” ma non solo: spesso viene a mancare anche tutta la parte legata al dibattito in classe, al confronto, e l’insegnamento si riduce a una trasmissione vuota e asettica di nozioni.

Questa situazione in cui sono finite molte scuole limita l’offerta formativa e soprattutto circoscrive l’idea di intelligenza. In una scuola dove le ore di musica sono state eliminate,come fa un professore a trasmettere agli alunni il messaggio che esiste un’intelligenza musicale? Un istituto dove i professori screditano materie come il disegno e l’educazione fisica, post ponendoli su una scala di importanza a materie come italiano e matematica, come possono far capire ai ragazzi che se un alunno eccelle in educazione fisica è intelligente tanto quanto un ragazzo che eccelle in chimica o in letteratura?

La risposta è che, probabilmente, i docenti che fanno affermazioni o ragionano nel modo prima citato, ignorano gli studi di diversi esponenti della psicologia, in primis Howard Gardner, psicologo statunitense che distinse ben nove tipi fondamentali d’intelligenza, definiti come macro-gruppi intellettivi.

A svelarci l’arcano è proprio lui che con la sua ricerca ci fa capire quanto l’intelligenza possa spaziare in moltissimi campi e non sia limitata a ciò che ci hanno voluto far credere gli innumerevoli maestri e professori con i quali abbiamo avuto a che fare nella nostra carriera scolastica.

Le nove intelligenze analizzate da Gardner sono:

1. Intelligenza Linguistica: è l’intelligenza legata alla capacità di utilizzare un vocabolario chiaro ed efficace.

2. Intelligenza Logico-Matematica: è l’intelligenza che riguarda il ragionamento deduttivo, la schematizzazione e le catene logiche.

3. Intelligenza Spaziale: concerne la capacità di percepire forme e oggetti nello spazio.

4. Intelligenza Corporeo-Cinestesica: chi la possiede ha una padronanza del corpo che gli permette di coordinare bene i movimenti.

5. Intelligenza Musicale: è la capacità di riconoscere l’altezza dei suoni e le costruzioni armoniche.

6. Intelligenza Interpersonale:  riguarda la capacità di comprendere gli altri, le loro esigenze, le paure, i desideri nascosti, di creare situazioni sociali favorevoli e di promuovere modelli sociali e personali vantaggiosi.

7. Intelligenza Intrapersonale: riguarda la capacità di comprendere la propria individualità, di saperla inserire nel contesto sociale per ottenere risultati migliori nella vita personale, e anche di sapersi immedesimare in ruoli e sentimenti diversi dai propri.

8. Intelligenza Naturalistica: consiste nel saper individuare determinati oggetti naturali, classificarli in un ordine preciso e cogliere le relazioni tra di essi.

9. Intelligenza Esistenziale: rappresenta la capacità di riflettere consapevolmente sui grandi temi dell’esistenza, come la natura dell’uomo, e di ricavare da sofisticati processi di astrazione delle categorie concettuali che possano essere valide universalmente.

Spero che dopo aver letto questo articolo ognuno di noi riesca a valorizzare di più la persona che è, puntando sugli aspetti preziosi che caratterizzano ogni individuo nella sua particolarità e soprattutto, mi auguro che le persone intenzionate a intraprendere un percorso legato alla formazione di bambini e/o ragazzi non dimentichino mai quanto appena letto. Durante gli anni scolastici il bambino forma il suo carattere: sviluppa i suoi punti di forza ma allo stesso tempo potrebbe aumentare le sue insicurezze nel momento in cui ingiustamente si sente non adeguato o screditato. Perché educare i ragazzi ad apprezzare e ad apprezzarsi vale molto di più dell’insegnare concetti fini a se stessi.