di Martina Rossi

“Vatanen conversava ad alta voce con la lepre, che lo ascoltava religiosamente, senza capire nulla; attizzava il fuoco davanti al suo rifugio, osservava l’arrivo dell’inverno e dormiva sonni leggeri, sempre all’erta, come gli animali della foresta.” ─  “L’anno della lepre” (1975), Arto Paasilinna

Nel romanzo L’anno della Lepre dello scrittore finlandese Arto Paasilinna, il giornalista Kaarlo Vatanen una notte entra nella foresta fuori Helsinki e non torna più indietro. Stanco della vita apatica che faceva in città, comincia a viaggiare senza meta per la Finlandia. Ha un unico compagno di viaggio: una lepre.

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Poco conosciuto in Italia, “L’anno della lepre” è considerato un libro cult in Finlandia. Il suo autore, Arto Paasilinna, è originario di Kittilä, in Lapponia. L’estremo nord, con le sue distese innevate, le sue capanne di legno, in cui la natura regna, è il luogo in cui l’ex giornalista Kaarlo Vatanen riesce a sentirsi in pace. Il “sud” e le grandi città non sono il suo posto. O meglio, non lo sono più.

Vatanen è un giornalista, e quella notte è in viaggio. Un collega è alla guida dell’automobile. Sono due uomini adulti nella media, cinici, spesso apatici. Vatanen ha cominciato ad odiare il suo lavoro e sua moglie. Così, quando il collega per strada urta una lepre e la ferisce, Vatanen coglie un’occasione che nemmeno sapeva di star aspettando, scende dall’auto e corre dietro all’animaletto nella foresta. Il fotografo attende il suo ritorno, pazientemente. Ma invano.

E qui ha inizio tutto. Vatanen prende con sé la lepre, all’inizio ferita e spaventata, ma che poi lo segue fedelmente in tutte le sue avventure. Persino in carcere. Il loro percorso parte dal sud e continua verso nord, con stagioni e ambienti sempre più freddi, situazioni bizzarre, strane comparse lungo la via.

Lo stile è molto semplice ed asciutto, spesso ironico. “L’anno della lepre” è puro racconto di fatti, senza intromissioni di tecniche stilistiche particolari. Ad esempio, il gesto di Vatanen, il suo partire alla cieca abbandonando tutto il resto, non è descritto come uno strappo alla regola o enfatizzato come il gesto di un eroe solitario. Semplicemente avviene, e così è riportato. Come fosse la cosa più normale del mondo, che però non era venuta in mente a nessuno. E, chi può dirlo?, magari è davvero così.

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Fonti: L’anno della lepre, Arto Passilinna, Iperborea (1994), lettura personale e scheda autore

Crediti immagine: immagine di copertina (foto di Markus Trienke), immagine 1 (Iperborea), immagine 2 (Iperborea)