Quando con la macchina varchi il confine, il paesaggio non cambia drasticamente, sale in un dolce declivio collinare, tra paesini arroccati e campi coltivati. All’orizzonte si intravedono a volte delle pale eoliche, ma più che altro il cielo è popolato di gru (non i volatili per intenderci), soprattutto se si passa accanto a L’Aquila. Quando ci si ferma in uno di quei borghi, infatti, non si passa solo tra antiche case dalle pareti in roccia, ma anche tra pontili e ponteggi.

E’ la martoriata terra d’Abruzzo, che zoppicante, porta ancora i segni dell’ultimo terremoto, ma non è per questo meno ricca o bella. Solamente tra parchi nazionali della Majella e del Gran Sasso, e quello regionale di Sirente Velino, si nascondono bellezze naturali e riserve protette, veri e propri angoli di paradiso, con aree verdi, valloni solitari, pareti e canyons, cascate e altopiani immensi. Tra questi si trova l’altopiano di campo Imperatore. Circondato dalle più elevate e suggestive vette dell’Appennino: la Scindarella (m. 2233) e Monte Portella (m. 2385), con i loro spettacolari circhi glaciali; Corno Grande (m. 2912), che domina dall’alto delle sue quattro vette e Monte Aquila (m. 2494), la sua naturale anticima; i dolomitici Brancastello (m. 2385) e Monte Prena (m. 2561), dalle tormentate forme ricche di canyon, l’erboso versante meridionale di Monte Camicia (m. 2564); viene comunemente definito come il “Piccolo Tibet”. Senza dimenticare che le sue incantevoli vedute, resteranno per sempre immortalate nel film “Continuavano a chiamarlo Trinità”, diretto dal regista Enzo Barboni nel 1971, con la coppia Bud Spencer e Terence Hill.

Ma la ricchezza di questa terra non si limita alle bellezze naturali, racchiude borghi e città d’arte, castelli, abbazie e santuari collocati in posizioni suggestive, ma anche musei, pinacoteche, siti archeologici, senza dimenticare l’enogastronomia (basti pensare al Montepulciano d’Abruzzo). Tra i borghi più belli d’Italia, troviamo Tagliacozzo, Civitella del Tronto, Rocca San Giovanni ed una piccola perla di nome Santo Stefano di Sessanio. Qui, ad un’altitudine di 1250 metri, il borgo conserva ancora caratteristiche storiche ed architettoniche del Trecento e del Quattrocento. L’antico comune di Sexstantio, infatti, è stato uno dei primi paesi che ha partecipato alla fondazione del capoluogo aquilano e fu feudo dei Medici. Dalle sue mura arroccate si apre uno scenario unico dal Gran Sasso fin sulla valle del Tirino e del Pescara. Ma la cosa più interessante di questo piccolo paese è l’associazione Sextantio. Capitanata dall’imprenditore svedese Daniel Kihlgren, l’associazione ha ideato un progetto culturale finalizzato al recupero del patrimonio storico minore. Da una piccola casa, comprata nel 2000, in quattro anni e con 4 milioni di euro il borgo è tornato a vivere mantenendo le sue caratteristiche originali ed identitarie del territorio. Sicuramente un esempio illuminato di imprenditorialità.

Per ora abbiamo sempre parlato di colline e montagne, ma non bisogna scordarsi che l’Abruzzo ha 133 chilometri di costa, lungo la quale si alternano arenili dorati e fresche pinete, scogliere, promontori e calette di ciottoli levigati dalla risacca, spiagge animate e festose e lidi solitari dove crogiolarsi in pace. Icona paesaggistica è la costa dei Trabocchi, che corrisponde a un tratto di litorale Adriatico della provincia di Chieti, segnato dalla diffusione del trabocco, una macchina da pesca su palafitta. È un tratto di costa famoso in tutta Italia per la sua bellezza naturalistica e per la sua eterogeneità: ognuno dei paesi della Costa mantiene infatti le proprie caratteristiche e tradizioni. I Comuni che la compongono sono i seguenti: Francavilla al Mare, Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto, San Salvo.

Insomma, dalla montagna al mare l’Abruzzo è una terra tutta da scoprire, perfetta per ogni tipologia di turista, dal più sporty, che sarà soddisfatto dalle numerose attività e passeggiate disponibili sia all’interno che sulla costa, ai più golosi, amanti dei tipici arrosticini abruzzesi, fino agli addicted della pucciata al mare, grazie ad un’invitante costa.

Fonti: Regione Abruzzo

Credits: immagini by Camilla Di Iorgi