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18 ottobre 2018

Protetti e abbronzati, parola di farmacista!

Protetti e abbronzati, parola di farmacista!

L’estate è arrivata e inizia a farsi sentire, sopratutto se vi tocca stare chiusi in ufficio o in biblioteca a studiare. Sognate anche voi la vostra bella settimana di vacanza mentre su Facebook vedete ogni giorno le foto degli amici già al mare. E vi consolate con la piscina nel weekend. Ma state attenti, perché proprio in quei pomeriggi di relax c’è qualcosa che vuole fregarvi: il sole. È bellissimo rosolarsi un po’, ma il rischio è quello di non avere un’abbronzatura perfetta ma di passare direttamente allo stadio rosso aragosta. E a chi vi rivolgete se compaiono macchie strane sulla pelle o eritemi giganteschi? Al farmacista, sperando in una pomata miracolosa che vi permetta di non soffrire più e di non perdere pelle morta in giro per casa. Per questo ho parlato con Mauro Colzani, il tipico farmacista di fiducia, che ci dice qualcosa sulla pelle e su come difenderla al meglio.

Il nostro rapporto col sole è sempre così conflittuale? Non possiamo proprio conviverci?

Certo che possiamo, eccome! Il sole è molto importante per l’organismo: aiuta a sviluppare vitamina D e stimola la produzione di beta-endorfine, le “droghe naturali” del nostro corpo. Recenti studi hanno addirittura evidenziato come i raggi UV riducano la sensibilità al dolore e siano potenti antidepressivi. Ma ovviamente l’organo più esposto è la pelle, la nostra prima difesa verso il mondo esterno. Lo sapevi che l’abbronzatura è proprio un meccanismo di difesa dai raggi UV? Si attivano i melanociti, le cellule specializzate nella produzione di melanina, il pigmento che rende la pelle più resistente ai danni del sole.

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Hai nominato i raggi UV, ma sulle creme solari e in tv si sente parlare di UVA e UVB. Qual è la differenza?

La differenza tra i due tipi di raggi sta soprattutto nel grado di penetrazione nella pelle. Gli UVA sono presenti tutto l’anno, anche quando è nuvoloso, e rappresentano il 95% della radiazione ultravioletta. Possono penetrare fino al derma e sono i responsabili delle reazioni allergiche, dell’invecchiamento da eccessiva esposizione al sole e dei tumori alla pelle. Il restante 5% è composto invece dai raggi UVB, che arrivano fino all’epidermide e a cui dobbiamo l’abbronzatura ma anche le scottature.

Quindi bisogna proteggersi da entrambi, giusto? E come possiamo fare?

Diciamo che già quel leggero prurito sulla pelle che si sente dopo pochi minuti di esposizione al sole ci sta dicendo che è meglio mettersi all’ombra. Ma se proprio non si vuole rinunciare a rosolarsi un po’, prima di tutto bisogna conoscere bene il proprio corpo. Sono tanti i prodotti che si possono trovare sia in farmacia sia nei supermercati, ma per capire quale sia quello giusto bisogna sapere quale sia il proprio fototipo. Si tratta della classificazione usata per determinare il nostro “livello di fragilità al sole”, che permette di capire quale sia il fattore di protezione adatto (SPF, Solar Protect Factor) considerando il colore degli occhi, dei capelli e della pelle. Si parte dal fototipo 1, con capelli biondi o rossi, occhi chiari e carnagione molto chiara, estremamente sensibile al sole, che si scotta sempre e non si abbronza, fino al fototipo 6, con capelli neri, occhi scuri e carnagione nera, che non si scotta mai. Basta riuscire a posizionarsi correttamente nella scala dei fototipi per capire se acquistare una protezione molto alta (SPF 50+), alta (SPF 30), media (SPF tra 15 e 20) o bassa (SPF minore di 10).

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Una volta scelta la crema giusta, cos’altro possiamo fare?

Bisogna ricordare che i bambini e gli anziani sono più sensibili e devono quindi usare protezioni più alte. Inoltre i neonati fino ai 12 mesi non devono essere esposti direttamente ai raggi. Per tutti gli altri, invece, è meglio evitare di prendere il sole tra le 11 e le 16, indossando anche delle protezioni, come gli occhiali da sole e il cappello con la visiera. Le creme solari vanno applicate più volte al giorno e, se siete al mare, anche dopo il bagno. In spiaggia bisogna avere la massima attenzione, perché l’acqua e la sabbia riflettono i raggi. Anche quando è nuvoloso le radiazioni UV filtrano ugualmente, perciò è necessario proteggersi anche in città. Il punto più esposto è ovviamente il viso, dato che il resto del corpo è abbastanza protetto dai vestiti.

L’ultima volta che sono stata al mare, il mio ragazzo si è scottato molto e a chiazze, sembrava la Pimpa! Eppure gli ho messo un sacco di crema, com’è possibile?

Sicura che il fattore di protezione fosse adeguato al suo fototipo? Bisogna anche ricordare che l’azione di un prodotto solare è completa solo dopo circa 30 minuti dall’applicazione. Per questo non va messa appena arrivati in spiaggia, ma è meglio applicarla circa mezz’ora prima, quindi prima di uscire di casa va benissimo! Se avete qualche dubbio, chiedete al farmacista, saprà consigliarvi il prodotto giusto per la vostra pelle e le vostre esigenze.

credits:

Libreshot.com (immagine 1)

Pixabay (immagine 2 e 3)

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