Il 23 aprile, giorno di festa a Barcellona, sbocciano nuovi amori. O almeno, questo è ciò che potrebbe accadere nel momento in cui gli sguardi di un uomo e una donna si incrociassero tra le affollate Ramblas, in cui aleggia un’aria di vita, di passione, e il profumo dei fiori. A quel punto, l’uomo avanzerebbe verso la donna, immedesimandosi in quel fugace attimo nel leggendario cavaliere San Giorgio e porgendole una rosa rossa come il sangue, come simbolo di rispetto e ammirazione. La donna, in cambio, gli donerebbe il libro che fino ad allora teneva stretto a sé.

Nel Dia de Sant Jordi – giorno di San Giorgio – si celebra la festa del libro nel capoluogo della Catalogna. È una tradizione che lega il popolo di Barcellona e non solo. Le strade si riempiono di stand con libri a buon prezzo, vengono organizzati spettacoli, eventi, dibattiti e presentazioni ispirati ai libri e legati all’universo della letteratura. È un momento culminante per l’editoria, oltre che per la letteratura: gli editori non perdono l’occasione per far conoscere i nuovi scrittori scoperti e i loro lavori. È un’ottima occasione per gli amanti dei libri e dei viaggi che sono racchiusi fra le loro pagine. Poiché è una festa internazionale, si celebra la letteratura del mondo e sono presenti in questa festività anche famosi autori italiani e di altre nazionalità.

 

Secondo alcune fonti, ha origine nel remoto ottobre del 1926. Pochi anni dopo, lo scrittore valenziano Vincente Clavel Andrés propose alla Camàra Oficial del libro de Barcelona di spostare la festa al 23 aprile poiché questa data coincideva con l’anniversario di morte di importanti scrittori del passato come William Shakespeare e Miguel de Cervantes. Fu nel 1964 che venne ufficializzata nei paesi di lingua spagnola la festa del libro e della letteratura. Il successo che riscontrò convinse il governo spagnolo a proporre all’UNESCO di promuovere per il 23 aprile la giornata mondiale del libro e del diritto d’autore. 

Ma perché, la rosa? L’usanza dello scambio del fiore e del libro trasfigura la leggenda del cavaliere cortese San Giorgio. La storia narra di un drago, che minacciava la città di Barcellona dall’alto del Montblanc e per allietare lo spirito furente del mostro, il popolo si era rassegnato a concedere sacrifici umani. Un giorno, però, toccò alla Principessa, la figlia del Re, a morire in nome dei suoi sudditi, ma fu un prode soldato, innamorato della principessa, a far la differenza. È rappresentato come una figura polivalente: è un santo, un martire, un coraggioso cavaliere medievale. Egli riuscì a uccidere la creatura malvagia, impedendogli così di portargli via il suo grande amore. Al suo ritorno in città, donò alla sua bella una rosa cremisi, sbocciata dal sangue della bestia.

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