Food blogging”: neologismo contemporaneo che si riferisce al postare foto di cibo su pagine web, in particolare sui social network; ancora più in particolare, il regno del foodblogging è Instagram.

Moltissime sono infatti le pagine dedicate semplicemente al cibo: “italian_food”, “giova_tasty_food”, “love_food” sono solo alcuni esempi di profili Instagram che postano quotidianamente immagini di dolci, primi, secondi e tanto altro ancora. E questo non è strano: è normale che ci siano pagine dedicate a un genere particolare. Ma il food blogging non è sempre e solo un genere fisso: anche le fashion blogger più gettonate (Chiara Ferragni, Kristina Bazan, Negin Mirsalehi, solo per citarne alcune) alternano fashion shootings a food pics.

Ma non serve nemmeno andare a scomodare i profili delle “celebrità” per riscontrare questa nuova e crescente tendenza: quante volte infatti avete pranzato o cenato fuori e avete visto qualcuno nei tavoli accanto fotografare il proprio piatto? Quante volte lo avete fatto voi?

Come mai ora anche ciò che mangiamo diventa qualcosa degno di essere postato e condiviso con il mondo digitale? Come mai cene, aperitivi, colazioni e merende sono ormai una sorta di racconto, un mostrare il nostro quotidiano? E soprattutto: perché questo modo di rivelare la propria vita si traduce sempre più sotto forma di immagini? Forse perché basta un’occhiata per capire cosa ci vuole dire una foto, senza impiegare la maggiore attenzione e concentrazione che invece servirebbero per leggere un testo?

Qualunque sia la ragione della crescita di questo nuovo fenomeno, le cifre vertiginose di likes ci dicono che il cibo è bello anche da guardare, oltre che da gustare. Si sa che esistono classi di lavoratori impiegati proprio nella cura dell’estetica delle pietanze, soprattutto quando si tratta di fotografarle per realizzare campagne pubblicitarie; inoltre, in talent show culinari come Masterchef si sottolinea spesso che ha un grande peso sulla valutazione dei giudici anche l’aspetto dei piatti presentati.

Insomma, l’era dell’estetica sembra raggiungere proprio ogni campo, spingendo le persone a ragionare sempre più parallelamente a livello sensitivo: quello che normalmente riguarda il gusto ora riguarda anche e soprattutto l’occhio. Non basta più essere soddisfatti per sé e per il proprio stomaco: ora ci si aspetta approvazione alla propria soddisfazione anche in termini di likes da parte di chi ci guarda.

Fermandosi a riflettere su questo, viene spontaneo chiedersi: perché? Perchè ci importa di far sapere al mondo cosa mangiamo? Perchè sentiamo il bisogno di un pollice all’insù riguardo a ogni momento della nostra quotidianità? Si tratta di una semplice moda, di un mero adattarsi alla tendenza di turno o è qualcosa di più, un’insicurezza pericolosamente in crescita a livello inconscio?

Le fashion blogger postano foto di golosi brunch, colazioni e dessert, ma poi le vediamo esibire un bikini all’ultimo grido in riva a qualche paradisiaca spiaggia con un fisico mingherlino, spesso anoressico. Da una parte sembrano incoraggiare il piacere della tavola, dall’altra rendono difficile credere che loro possano realmente mangiare pancakes ricoperti di Nutella e frutta a colazione. Tutto quindi sembra semplicemente fine a sé stesso, all’essere visto e apprezzato; prima di gustarsi una pizza è essenziale scattare una bella foto al piatto. Poi magari l’assaggiamo e non è un granchè, però quello che conta è che i nostri followers sappiano che stasera si va di pizza. Verremo ripagati nel ricevere likes, pazienza se il gusto ci rimette. Oppure è una pizza strepitosa, ma non c’è un ulteriore modo per farlo sapere al mondo: alla fine, lo sappiamo noi e il nostro stomaco. Quindi: we like it?