Avere spesso la testa fra le nuvole può presentare vantaggi e svantaggi.

Perdere un ombrello ogni volta che si esce, dimenticarsi dove sono le chiavi di casa due secondi dopo averle appoggiate in un posto, prendere nella direzione sbagliata la metropolitana che si prende tutti i giorni, accorgersi a metà strada di aver lasciato a casa qualcosa di essenziale per gli impegni della giornata e farsi salire l’ansia a mille; ecco, questi sono decisamente svantaggi che conosco.

D’altra parte, sembra che la distrazione in certi casi possa favorire il pensiero creativo. Infatti lasciarsi guidare dagli stimoli ci spingerebbe a divergere dalle strade più logiche e a considerare nuove possibilità delle quali chi ha una mentalità molto schematica e ordinata tende a non tenere conto.

Personalmente, non è “creativa” l’aggettivo che userei per descrivermi tutte le volte (tante) che mi capita una delle cose dell’elenco sopra, ma cerchiamo di vedere il lato positivo.

Che poi, perchè alcune persone sono così distratte rispetto alle altre?

In casi di distrazione davvero eccessiva, le cause possono essere forte stress e stanchezza, ma anche meccanismi psicologici di difesa: alcune situazioni difficili, sia nel mondo esterno che nel nostro mondo interno, richiedono tanta energia mentale da spingerci a trascurare tutto il resto.

Ma la prima causa di distrazione quotidiana che mi viene in mente è un’altra: il cellulare, e in particolare internet sul cellulare.

Giriamo con lo smartphone come nostra appendice, lo portiamo ovunque, anche a tavola, anche in bagno, ed è sempre lì per noi: se vogliamo sapere qualcosa, lo cerchiamo su google; se ci piace qualcuno, conosciamo a memoria la sua vita sua facebook; se vogliamo sentire qualcuno, controlliamo ogni tre secondi che non abbia scritto su whatsapp; se siamo imbarazzati in compagnia di qualcuno che non conosciamo bene, o annoiati, ci nascondiamo dietro allo schermetto e siamo giustificati ad assentarci momentaneamente e ad ignorare ciò che ci succede intorno, perchè ormai è normale.

Scrivendo questo articolo, non so quante volte ho allungato la mano d’istinto verso il malefico aggeggio appoggiato qui vicino e mi sono fermata dicendomi che, che diamine, sto parlando proprio di questo. Volevo solo un attimo di distrazione, che sarà mai? Eppure, se l’avessi preso davvero tutte  le volte che ho allungato la mano, avrei perso il filo del discorso e molti minuti.

Figuriamoci, poi, durante lo studio…

Secondo i ricercatori di psicologia della Florida State University, è sufficiente una notifica a spezzare il nostro livello di attenzione e a deviarla tanto da compromettere i risultati su un compito assegnato!

Come fare? Prima di tutto, se proprio non si vuole essere disturbati, mettere il cellulare in silenzioso; ma, se è una voce interna a chiamare alla distrazione, la curiosità su una cosa qualsiasi, la voglia di staccare un po’ anche se il tempo stringe mentre si sta svolgendo un compito impegnativo, come resistere alla mente che devia?

Per rimanere concentrati e ottenere i migliori risultati si possono provare brevi esercizi, una specie di meditazione in pillole: portare l’attenzione sul respiro, lasciar entrare i pensieri che ci hanno distratto, identificarli e poi lasciarli andare, guardarli scorrere via per un attimo e tornare a concentrarsi sul respiro. Ovviamente bisogna avere costanza e disciplina: le prime volte non sarà affatto facile “legare” la mente e senza accorgercene ci ritroveremo a pensare a qualcos’altro, distratti; l’importante è, quando se ne prende coscienza, cercare di riottenere il controllo ripetendo l’esercizio, oppure, se proprio non ci si riesce, concedersi un tempo prestabilito per distrarsi e divagare, e poi tornare all’opera.

Non so voi, ma io penso di dover provare.

Bibliografia

www.psicosocial.it

www.crescita-personale.it

www.corriere.it

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