Vorrei esser informata sul fatto che tutte le persone che ho incontrato finora, organizzino una specie di comizio in cui si decide tutti insieme le cose da dirmi. Forse chiedo cose difficili, ma vorrei che per lo meno le cose che mi si dicono variassero, e invece son sempre le stesse cose:
– “Non sono pronto per te.”
– “Non so cosa voglio in questo momento, cosa sto cercando”
– “Non sei tu, sono io.”
– “Sei troppo per me, non ti merito”
– “Non è il momento giusto per vedere qualcuno”
Eccetera, eccetera, eccetera.

(e puntualmente è il momento giusto per vedere chiunque, addirittura Beyoncé, ma di me, qui, non si parla, anche perché non credo di esser la sola e soprattutto, difficile competere con Beyoncé)

Non credo di esser la sola a trovarsi in situazioni in cui di scegliere non se ne parla, perché puntualmente scelgono sempre gli altri, di non scegliere me.
Ma il mio pensiero sulla situazione, non viene chiesto,
se viene chiesto, non viene preso in considerazione.
Mentre ascolto De André che canta “Verranno a chiederti del nostro amore”.

“Continuerai a farti scegliere, o finalmente sceglierai”

E’ un continuo silenzio, incessante, come se fossero dei continui sassolini, ma i sassi diventano molti, e molti sassi formano un muro, e i muri non li scavalchi, almeno non tutti.

Non capisco perché le persone non parlino,
Perché devi tirargli fuori sempre tutto tu(?)
Perché non dicono realmente cosa vogliano, cosa cerchino, le loro idee.
Perché ci sono poche persone che dicono qualunque cosa
gli passi per la testa(?)
Che importanza ha, se è strana(?) o razionale, almeno so cosa vuoi, e sai cosa voglio io.
Anche se poi nessuno sa mai cosa vuole.
E se lo sa, ad un tratto non lo sa più.
O non sa se la vuole, o se la voleva davvero.
Insomma, poi almeno più o meno lo sappiamo.
Poi appunto se non ci giova, allora o si cerca di venirci incontro, o si prendono strade diverse.
Ci sarebbero meno fraintendimenti, meno discussioni,
tutto sarebbe più chiaro, più trasparente.

E invece deve essere tutto un gran casino,
tutti vogliono queste maledette tormente,
questi uragani, questi travagli, inutili.

Ma solo io voglio la calma?

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