Quanto può essere profonda l’impronta su cemento di Terminator (Arnold Swatzenegger)? Quanto è grande il pugno di Sylvester Stallone? Quanto le abili dita e gli scarponi del versatilissimo personaggio McGuyver (Richard Dean Anderson)? E le mani della “Signora in giallo” (Angela Lansbury)?

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C’è un luogo nel centro Milano in cui fra le lastre di pietra usate per la pavimentazione grigia si celano le firme e le impronte di alcuni dei personaggi più famosi della televisione, dagli anni 80 sino a una decina di anni fa: la “Walk of Fame” dei premi “Telegatto”. Più grigia e dimenticata di quella americana, la quale oramai conta 2575 stelle (di cui alcune, come quella di Donald Trump, attualmente scatenano grandi polemiche), essa vanta circa una trentina di nomi di fama nazionale e/o internazionale. Accanto a ciascun nome compare il simbolo del gatto stilizzato che costituiva la statuetta premio consegnata ai vincitori del “Gran Premio Internazionale dello Spettacolo” ideato dalla rivista “Tv Sorrisi e Canzoni”.Ecco alcune delle firme dei personaggi che chi capita alla galleria sotto il portico di Corso Europa 5 potrà notare sotto i propri piedi:

Patrick Swayze: attore conosciuto per aver interpretato il ballerino Johnny in “Dirty Dancing” e il romantico fantasma Sam in Ghost.

Micael Douglas: produttore del film premio Oscar “Qualcuno volò sul nido del cuculo” e miglior attore Protagonista in “Wall Street”.

Raimondo Vianello e Sandra Mondaini: protagonisti fra le altre cose della sitcom “Casa Vianello”,nella quale i due rappresentavano la vita matrimoniale di una coppia di mezz’età, come erano loro nella realtà, esasperata in giochi di luoghi comuni e nell’affermazione di lei “che noia, che barba, che barba che noia”.

Shannen Doherty: interprete di Brenda in “Beverly Hills 90210” e di Prue in “Streghe”.

Angela Lansbury: teatralissimo volto di Jessica Fletcher (la “Signora in giallo”), ma anche, ad esempio, della magica Eglantine nel musical del 1971 “Pomi d’ottone e manici di scopa”.

Francis Ford Coppola e la figlia Sofia: il premio ricevuto in Italia deve essere rimasto impresso alla famiglia del regista de “il Padrino”, poichè la figlia ha voluto citare questo evento in un suo film, “Somewhere”.

Sofia Villani Scicolone, meglio conosciuta come Sophia Loren, icona di bellezza italiana nel cinema di quasi tutto il Novecento, prima a vincere un Oscar come migliore attrice in un film non in lingua inglese, per il suo ruolo ne “La ciociara”.

Passeggiando nei dintorni nessuno sembra essere al corrente dell’esistenza di questa meta, e anche conoscendola la ricerca sembra difficile: il grigio si confonde con la normale pavimentazione e le lastre firmate, in fila ai due lati della via, sono spesso coperte da cartoni, rifiuti o rifugi di senzatetto che, purtroppo numerosi in centro, cercano un riparo sotto al portico. Risulta particolarmente d’impatto il contrasto fra i ricalchi a volte dorati delle firme delle star e i quasi senza nome che a volte ne coprono la visuale.

Come valorizzare questo posto dimenticato? Se ne parla anche su una pagina Facebook, “Salviamo la Walk of Fame di Milano”, canale del comitato nato appositamente con questo scopo.


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