Il 23 maggio ha debuttato in prima assoluta italiana JENTU (una riscrittura dal Don Quijote di Miguel De Cervantes) al teatro Pim Off; Jentu è l’ultima realizzazione della compagnia di teatro-danza Zerogrammi, mentre progetto, regia e coreografia sono di Stefano Mazzotta.
All’interno di una scenografia ridotta al minimo, ma di grande impatto, una finestra, una candela e la pioggia che cade, sul palco, i due personaggi danzatori dialogano in un alternarsi di duetti e assoli con movimenti spesso rapidi, nervosi, quasi isterici, che si alternano a momenti di distensione in cui l’uno cerca di sostenere l’altro. Proprio come in Don Chisciotte, i personaggi vivono alternativamente momenti di grande impeto, spinti dalla ricerca disperata dei mostri che popolano la mente folle del protagonista, a momenti di sconforto in cui la paura di non farcela a superare i mali del mondo prende il sopravvento.
Questa ricerca continua di qualcosa che non si trova, o di resistere a qualcosa che non si vede, forse il tempo che passa inesorabile; avviene nello spazio ristretto di una stanza, un ambiente spoglio in penombra che amplifica la solitudine e l’isolamento dei due protagonisti dal resto del mondo ma che continuano imperterriti nella loro ricerca senza futuro.

Il titolo, Jentu (“vento” in salentino), trasmette il senso di leggerezza e insieme di velocità che caratterizzano i movimenti dei danzatori (Stefano Mazzotta e Chiara Guglielmi), in una coreografia che non lascia loro un attimo di riposo, diventando una ricerca perenne di qualcosa che non viene mai raggiunto.
Il riferimento allo jentu è legato anche alla credenza popolare che vuole che alcuni venti facciano impazzire le persone, proprio come pazzo è Don Chisciotte.
Alla fine quel che rimane è una sensazione di irrisolto e indeterminato, ma la follia non può essere determinata.

Zerogrammi è una compagnia creata nel 2006 da Stefano Mazzotta e Emanuele Sciannamea, diplomati alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano; le loro coreografie spesso mescolano danza e altre forme d’arte e linguaggi espressivi come il video, la fotografia e la prosa.
La cornice che ospita questa produzione, il teatro Pim Off, è una realtà in sé particolarmente interessante in quanto porta avanti diverse iniziative e progetti come programmi di residenze per artisti e corsi di formazione in diverse discipline sempre legate all’ambito della rappresentazione teatrale; al suo interno la sala Falciani, che accoglie il pubblico prima degli spettacoli, contiene una collezione permanente di arte contemporanea.

 

Per informazioni sulla compagnia e sul teatro:

http://www.zerogrammi.org/

http://www.pimoff.it/