di Federico Lucrezi

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.Francesco si occupi dei problemi della Chiesa, a partire dai sacerdoti che violentano i bambini e dei cardinali che vivono negli attici.

Il nemico giurato del mondo animalista questa settimana è un vero insospettabile. Papa Francesco, che per primo ha scelto di adottare il nome del santo vicino agli animali per eccellenza, è riuscito in circa venti secondi ad attirare su di sé le ire di tutte le associazioni animaliste del paese, oltre che di migliaia di utenti del web che non hanno tardato a ricoprire il Pontefice di insulti.

Cosa avrà combinato Bergoglio di così grave?

La mattina di sabato 14 maggio Papa Francesco durante la catechesi all’Udienza Giubilare tenuta a San Pietro invita i fedeli alla riscoperta della misericordia cristiana, anche attraverso l’esercizio della pietà verso il fratello. «Importante –ha precisato– è però non identificare la pietà col pietismo, quel sentimento superficiale, di facciata, che offende la dignità dell’altro. E allo stesso modo non confonderla con la compassione che proviamo per gli animali che vivono con noi. Accade che a volte si provi questo sentimento verso gli animali, e si rimanga indifferenti davanti alle sofferenze dei fratelli. Quanta gente attaccata a cani e gatti e poi lascia sola e affamata la vicina» ha poi concluso il Pontefice.

Queste ultime parole non sono passate inosservate.

L’Enpa, Ente Nazionale Protezione Animali, nella persona della presidente Carla Rocchi si è subito rivolto a Papa Bergoglio: «Santo Padre, la capacità di amare non fa distinzioni. Chi ama gli animali sa amare i suoi simili, chi non sa provare affetti non ama né gli animali, né i vicini, né il suo prossimo»

Anche il portale online YouAnimal poche ore dopo la catechesi ha voluto dire la sua: «Citare sempre gli animali –si legge sul sito– come esempio d’amore alternativo e, oggi, di “pietismo” ci fa pensare che non conosca a fondo il dolore dei tanti, troppi, animali senza casa che vengono adottati con amore, senza che questo sia alternativo a quello verso il prossimo. Chi non prova empatia per gli animali spesso non la prova neppure per i propri simili»

Molto meno diplomatico è stato Lorenzo Croce di Aidaa, l’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente, tramite un comunicato non ha usato mezzi termini: «Francesco si occupi dei problemi della Chiesa a partire dai sacerdoti che violentano i bambini e dei cardinali che vivono negli attici e certo non pensano né ai poveri né ai gatti ma solo a loro stessi prima di venire a fare lezioni a noi che amiamo sia uomini che animali come tutte creature di Dio»

 Se le risposte istituzionali di gruppi e associazioni si sono limitate a esprimere disappunto, ben più espliciti sono stati i commenti sulle pagine social dei principali quotidiani che riportavano la notizia. Ovviamente la solita sagra dell’imbecillità.

Le persone sono meglio degli animali e prima viene il mio gatto, poi tutti gli altri sono tra i commenti più gettonati (e tra i più civili).

Le parole di Bergoglio insomma hanno fatto molto rumore. Si tratta certamente di un passo falso notevole per un Papa che fin dall’inizio del pontificato ha puntato molto sulla comunicazione per costruire il suo personaggio e sembra strano che un maestro del marketing quale Papa Francesco possa essere caduto in un errore tanto banale, ma la parte più preoccupante della vicenda è proprio che le parole di Bergoglio abbiano fatto molto rumore.

Quanta gente attaccata a cani e gatti e poi lascia sola e affamata la vicina. Traduzione: va bene essere legati ai nostri animali domestici, ma questo non deve impedirci di alzare lo sguardo per accorgerci di quanto possiamo fare per le persone che ci circondano.

Ci aspettiamo davvero che un Papa possa dire qualcosa di diverso? Ma soprattutto c’è bisogno di essere il Papa per poter esprimere un po’ di buon senso?

La verità è che viviamo in un paese estremamente ignorante, istintivo. Regna l’incapacità di analizzare una questione utilizzando principi logici e razionali. Si ragiona di pancia e si organizza la caccia alle streghe per chi prova a usare la testa.

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Silvio Berlusconi e il cane Dudu (proprietà di sky.it)

Questo è ormai ben chiaro anche in politica, non a caso negli ultimi anni Silvio Berlusconi per primo e a ruota Mario Monti tra gli altri hanno legato la propria immagine a quella dei loro animali domestici in campagna elettorale. A quanto pare esiste un vasto bacino elettorale di cui basta davvero poco ad accaparrarsi il voto.

L’animale è istinto. L’uomo è istinto e ragione. Ma se smettiamo di usare la ragione che cosa rimane?

Non ci dobbiamo poi meravigliare, quindi, se una signora anziana sola trovata morta in casa dopo una settimana non fa notizia, ma un cane abbandonato sì.

 

 

 

Sources: http://www.youanimal.it/papa-francesco-scambia-lamore-per-gli-animali-per-pietismo/

http://aidaa-animaliambiente.blogspot.it/2016/05/sugli-animali-dal-papa-parole.html

http://www.enpa.it/it/9875/cnt/i-fatti/animali-e-chiesa-rocchi-enpa-chi-ama-gli-animali-s.aspx

https://i.ytimg.com

Credits: https://i.ytimg.com/vi/OivJPBK2_gc/maxresdefault.jpg

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