Sembra strano pensare che l’Italia, paese che – secondo quanto emerge dal rapporto «Paying taxes» di Banca Mondiale e Pwcsi – si trova al 137 posto per le tasse più alte del mondo, sia una delle destinazioni dove il tax free shopping è sempre più in aumento. Questo è sicuramente dovuto alla forte importanza del Made in Italy che fa dell’Italia una destinazione dedicata anche al solo shopping. Fare acquisti piace sempre di più ai visitatori che arrivano nel Belpaese, nelle vie rinomate per gli acquisti, da via Monte Napoleone a via Condotti.  Che cos’è quindi il tax free shopping? Come ci suggerisce la parola stessa, è un processo che consiste in tre fasi; il viaggiatore compra la merce compresa d’IVA, il commerciante fornisce allo stesso un modulo, quest’ultimo sarà presentato dal viaggiatore in un punto Global Blu dove avverrà il rimborso dell’IVA. A sua volta il commerciante  dedurrà l’IVA dalla sua dichiarazione periodica.

Un dato importante per capire il trend ci viene fornito dalla Global Blue. A novembre 2015 le vendite in generale sono aumentate del 15 %. A fare da padrone è il settore moda con ben il 73% delle vendite totali. Sempre la Global Blue, ci consegna un dato circa la provenienza di questi importanti acquirenti; al primo posto troviamo la Cina seguita da: Corea, Giappone, Taiwan, Hong Kong, Thailandia e Singapore.  Diversamente da quanto si possa credere, i turisti russi, a causa delle loro crisi economica, hanno fatto registrare un calo sugli acquisti italiani. Lontani i tempi in cui dalla Russia partivano voli charter solo ed esclusivamente per raggiungere gli outlet italiani. Ad aiutare il mercato delle vendite di abbigliamento italiano è sicuramente anche la presenza dei grandi outlet dove, grazie al tax free shopping, il business è aumentato del 16%.

Gli outlet sono sicuramente un mercato economico che genera particolare indotto e dà la possibilità di mostrare come il made in Italy sia un punto di forza a livello globale.

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