di Clara Incerpi

Momentaneamente sembra una moda; ebbene sì, una delle mete più ambite non solo in ambito turistico ma per cambiare vita è proprio lei, Londra. In fin dei conti è così da decenni, e anzi, molti adesso sostengono non sia più com’è stato un tempo. Rimangono gli innamorati della city, come Marco, di Roma, che testimonia di aver deciso, a 32 anni, di mollare tutto, attività avviata e tranquillità di casa per cercare fortuna, ma sono sempre di più gli scontenti, i delusi, coloro che probabilmente si aspettavano di essere catapultati in una specie di paese dei balocchi, più che in una città cosmopolita. Uno di questi è Alessandro, per cui i soldi non sono mai stati un problema, ma l’eccessiva vita frenetica e i pochi rapporti sociali che lo portavano verso un week end all’insegna dell’alcool lo hanno fatto scappare dalla capitale. Tante le testimonianze, positive e negative, una sola cosa è certa: Londra attira. E che uno ci rimanga o meno, nessuno si sottrae dalla tentazione di provare a renderla la propria svolta personale. La domanda è: perché?

Ovviamente ognuno può avere motivazioni soggettive diverse, ma fondamentalmente nessuno può negare sia una città magica. Una città piena di vita, un melting pot di culture, tradizioni, etnie diverse; una vetrina sul mondo. Vivendoci sicuramente sarai in grado di capire meglio te stesso e gli altri, perché avrai a che fare con una moltitudine incredibile di soggetti diversi. Un’altra verità è che la vita sì, è più cara, ma gli stipendi più alti, il lavoro più facile da trovare e, se riesci a scovare una sistemazione buona e ad organizzarti al meglio, il gioco è fatto. In Italia soprattutto, le tasse pagate allo Stato sono altissime, una percentuale scomoda rispetto al denaro da ciascun individuo guadagnato, e questo rende scontenti i cittadini. Londra sa di libertà, di scoperta, di crescita, di continua trasformazione; potrai andarci dieci, quindici volte in venti anni, ma non la troverai mai uguale a come l’hai lasciata. Forse è proprio questo il suo segreto: la dinamicità. La sua grande energia, possibilità di mutare, rinnovarsi continuamente, ne sono la testimonianza. Ultimamente i motivi maggiormente citati per cui molte persone tornano a casa e la abbandonano sono il troppo caos, lo stile di vita frenetico e le mancate relazioni sociali; ovviamente però non bisogna cadere in stereotipi o luoghi comuni; ognuno, prima di trarre conclusioni, deve viverla sulla propria pelle.

E questo è ciò che ha fatto Erik, ragazzo toscano di 22 anni, che, come molti altri, è partito all’avventura e, circa due anni fa, è andato alla scoperta di questa città magica.

Abbiamo avuto modo di parlarci direttamente e di rivolgergli domande specifiche rispetto agli altri testimoni: eccole qua, direttamente riportate.

  • Cosa ti ha spinto a trasferirti? Perché proprio Londra?

Ho deciso di trasferirmi perché dopo aver finito il liceo avevo un po’ le idee confuse riguardo a ciò che volevo fare, se continuare a studiare o meno, così è nata l’idea di partire. La scelta è stata proprio Londra perché l’avevo visitata già una volta e me ne ero innamorato, inoltre avevo un’amica che si era trasferita da sei mesi là e quindi era un punto di riferimento importante.

  • Il primo impatto qual è stato? Cosa ricordi maggiormente?

Il primo pensiero dopo essere arrivato in città è stato: “Cavolo, l’ho fatto davvero, sono qua e adesso non si scherza più!”.

La cosa che mi ha colpito maggiormente di Londra sono state le luci, essendo anche arrivato durante il periodo natalizio. Un’esplosione di luci che mi hanno lasciato letteralmente a bocca aperta, il ricordo mi è rimasto dentro.

  • Per quanto riguarda l’ambito lavorativo, quante differenze hai riscontrato rispetto all’Italia, sia in positivo che in negativo?

Beh, delle differenze ti rendi subito conto appena entri a far parte di quel mondo. Principalmente ti rendi conto che le tasse sullo stipendio sono molte molte meno rispetto all’Italia; essere in regola con contratto è una priorità di chi ti assume, fare carriera a Londra, se vali veramente, è più facile di quel che si pensi, avviene nel giro di poco tempo. Questo perché esiste la meritocrazia, per noi spesso un’utopia. Ovviamente essendo una città multietnica è facile trovarsi a lavorare con persone di più nazionalità, quindi si è portati ad imparare a conoscere e rispettare culture diverse dalla nostra, cosa costruttiva e importante.

  • Cosa rimpiangi di Londra e cosa ti rende felice di essere tornato a casa?

Di Londra rimpiango la vita frenetica, tutte le amicizie lasciate, la libertà e la sensazione di sentirsi parte di un qualcosa che, con molta volontà, costruisci insieme a tutto ciò che ti circonda. È una città capace di farti sentire apprezzato fino in fondo.

Sono felice comunque di essere tornato per essermi dato la possibilità di studiare; e comunque la famiglia è la famiglia, avere i propri cari vicini può renderti più sicuro e stabile.

  • Quanto ti ha cresciuto come esperienza? Cosa ti ha insegnato?

Penso che questa esperienza mi abbia permesso di aprire la mente molto più di quanto già non avessi fatto in passato, ho imparato a vedere le cose da diversi punti di vista e, soprattutto, che bisogna avere il coraggio di fare nella vita.

  • In una parola, dopo ciò che hai vissuto, come la descriveresti? Una sola parola.

Indimenticabile.

 

 

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